Catinaccio, il rifugio che diventa albergo

Non è solo una questione di estetica. Il nuovo rifugio ricoperto di alluminio inaugurato il 1° luglio al passo Santner sul Catinaccio fa discutere perché è cambiata la sua destinazione. Prima era un cubo messo su alla buona, ora si presenta come un hotel. Di ingordigia senza limiti parla Calo Alberto Zanella, presidente del Club Alpino Italiano altoatesino…

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Rifugi / In luglio giornata dell’ipertensione in quota

In una trentina di rifugi del Club Alpino Italiano viene organizzata nei giorni 16 e 17 luglio una campagna di sensibilizzazione sull’ipertensione arteriosa e sugli effetti cardiovascolari dell’ascesa a quote moderate – alte, promossa dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), dal Club Alpino Italiano ( Commissione Centrale Medica) e dalla Società Italiana della Medicina di Montagna (S.I.Me.M.) e sostenuta organizzativamente dall’Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall’Università di Milano-Bicocca. 

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Crisi idrica, la grande sete dei rifugi alpini

La siccità si fa sentire ai piedi del Monviso e il quotidiano La Stampa invita a prepararsi all’estate della grande sete. L’allarme riguarda anche i rifugi alpini in quota. Il lago che serve il rifugio Vallanta, in mancanza delle riserve di neve dell’inverno, è sotto tacca di tre metri. Così, ipotizzano i gestori, si dovrà risparmiare sull’acqua per lavarsi e sull’elettricità. Le cene a lume di candela in questo caso non avranno nulla di romantico.

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Infilare gli scarponi e camminare. Una terapia infallibile

“Ogni mercoledì”, si legge su un quotidiano, “infilano gli scarponi e vanno in montagna”. L’articolo si riferisce ad alpinisti speciali, persone che si sono perse nella malattia e camminare permette loro di riappropriarsi di se stesse attraverso il contatto con il proprio corpo, l’incontro con gli altri e abitare nuovamente un mondo dal quale erano scivolati via…

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I rifugi alpini escono dal letargo invernale

L’inverno non ha detto l’ultima parola ed è già iniziata la stagione sciistica primaverile. In marzo, nelle Alpi, riaprono di norma numerosi rifugi in aree dove lo sci alpinismo rappresenta una risorsa di una certa importanza nei bilanci del turismo. “Le molteplici tracce sulla neve hanno lasciato intuire”, si legge sul quotidiano francese Le Dauphine Liberé, “un certo movimento di sciatori ai lati della Grande Casse (3.855 m) e della sua vicina Pointe de la Réchasse (3.212 m), confermando che la presenza in alta quota si è accentuata in questi periodi dell’anno”

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Rifugi / Bocciato il “Tonini”, un progetto indigesto

Sempre più sofferta appare nel Trentino la gestazione del nuovo rifugio Tonini distrutto da un incendio. E’ stata bocciata dal comune di Baselga di Piné l’autorizzazione finale proprio quando la Sat era pronta a partire con i lavori.

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In rifugio con green pass o tampone negativo

Ovunque nelle Alpi la stagione è iniziata benché le presenze non siano a livello pre Covid. Green pass o tampone negativo entro 48 ore sono richiesti per soggiornare nei rifugi.

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Il rifugio della Sat in cerca di consensi

Una pioggia di critiche si accompagnò due anni fa in Trentino al progetto del nuovo rifugio “Tonini” della Sat posto a 1950 metri in Alta Val di Sprugio sul versante sud-orientale della Catena del Lagorai dove era stato distrutto da un incendio. La pagina della Società Alpinisti Tridentini che pubblicò il rendering del progetto venne sommersa di commenti negativi. Qualcosa dev’essere nel frattempo cambiato. Lo dimostra il rendering del progetto (qui pubblicato) finalmente approvato, del rifugio. Ma siamo sicuri che esteticamente piacerà?

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Rifugi d’autunno: riparo e ristoro a quali condizioni

Dall’inizio dell’autunno si è registrata una notevolissima affluenza nei giorni festivi ai rifugi del Cai Milano nel gruppo delle Grigne. Ora dal sito del sodalizio i gestori dei rifugi Brioschi e Rosalba lanciano un appello e dettano alcune regole basilari.

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Confini senza pace. Anche con la Svizzera urge un’intesa

il rifugio Guide del Cervino sul Plateau Rosa nel comune valdostano di Valtournenche è attraversato dal confine italo-svizzero. Secondo le autorità svizzere, il confine va adeguato alla nuova morfologia alpina. L’Italia opta invece per lo status quo. Quanto ancora occorre aspettare perché la matassa venga sbrogliata da un’apposita commissione?

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Rifugi nella bufera. Scoperchiato l’Oberto-Maroli

Il forte maltempo nel primo week end di ottobre ha causato gravi danni al rifugio Oberto-Maroli al Passo del Moro, di proprietà della Sezione Cai di Macugnaga. I gestori, Alberto Cottini e Francesco Valente, saliti per sistemare i locali in attesa di installare il nuovo impianto di riscaldamento, si sono trovati l’amara sorpresa documentata in queste immagini. Il vento impetuoso ha letteralmente strappato un’ampia parte della copertura.

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Il popolo della movida incontra la montagna

Nessuno se l’aspettava in tempi di pandemia, ma molti rifugi delle Dolomiti sono stati presi d’assalto durante l’estate. Magari da clienti con le infradito ai piedi, anche là dove il sentiero ha scalini di sassi e roccia. Al rifugio Berti, ai piedi del Popera, si legge sulla stampa locale che le ragazze sono salite in pantaloncini e reggiseno. La cosa più curiosa segnalata dal rifugio Biella riguarda coloro che sopraggiungono senza la suola degli scarponi. A casa recuperano vecchi scarponi, abbandonati magari da decenni, li calzano senza verificarne la tenuta e lungo il sentiero si stacca qualche pezzo…

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Valmalenco. Lasciano i Lenatti: al “Gerli e Porro” si cambia

La Sezione di Milano del Cai ha avviato una ricerca finalizzata all’affidamento della gestione del proprio rifugio “Amerigo e Maria Gerli e Augusto Porro”, situato a 1965 m in località Alpe Ventina nel comune di Chiesa in Valmalenco (SO).

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Il rifugio che brucia calorie

Assieme al dislivello e al tempo necessario per arrivare al rifugio non potrebbe essere utile un’indicazione sulle calorie necessarie in condizioni normali per arrivarci a piedi? Non sarebbe un modo piacevole per bruciare calorie in eccesso?

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Marmolada, il rifugio ritrovato

Una grotta profonda circa 5 metri e larga 4 fu realizzata a colpi di dinamite su una parete della Marmolada nel 1874 come base di partenza per la vetta. Centocinquant’anni fa era possibile raggiungere questo spartano rifugio, ma oggi con il ritiro del ghiacciaio è impossibile arrivarci a piedi e occorre arrampicarsi per circa 80 metri…

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Rifugi. Nuove armonie tra cielo e terra

Portare la musica in montagna e la montagna nella musica contribuendo ad arricchire entrambe di emozioni e valori inediti: un ammirevole impegno per Elena Cosmo, violinista diplomata in Conservatorio che ha scelto di vivere a Pasturo, in Valsassina, all’ombra del Grignone, alternando la musica alla gestione di rifugi. Un’occasione imperdibile per ascoltarla è offerta dall’evento battezzato “Armonie tra cielo e terra” ospitato in due storiche “capanne” lombarde, l’Elisa e la Omio.

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Vandali nel paradiso di granito. L’intervento del Cai Milano

Armando e Miriam, da pochi mesi gestori del rifugio Allievi Bonacossa (in provincia di Sondrio, a 2385 metri sul Sentiero Roma, raggiungibile in quattro ore dalla Val di Mello, tel. 0342614200; mobile 03421856868), non si sono persi d’animo davanti alle difficoltà di questa stagione neppure quando, la mattina del 16 agosto, hanno dovuto “congedare” 40 ospiti e chiudere temporaneamente la struttura…

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Monte Rosa. Rivive lo storico “nido delle aquile”

Si sono aperti a Macugnaga i lavori di ristrutturazione dello storico Rifugio “Eugenio Sella” ubicato ai 3150 metri del Nuovo Weissthor, dirimpettaio dell’imponente parete Est del Monte Rosa. La Sezione Cai Macugnaga, oggi proprietaria del rifugio, ha dato infatti l’avvio al recupero del “Nido delle aquile”, definizione data da Teresio Valsesia, noto alpinista, giornalista e scrittore di montagna che in gioventù è stato custode del Sella.

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Tranquilli, i rifugi ci aspettano

Tutti i rifugi – in Lombardia sono oltre 170, contando quelli del Cai e quelli privati – sono pronti a restare aperti quotidianamente sino a fine settembre. Con la mezza pensione tra i 45 e i 50 euro offrono una sistemazione anche economicamente conveniente. Lo scrive Laura Guardini in un reportage nelle pagine di Milano Sud.

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“Sicuri come a casa”. Nuove strategie per i rifugi

“Leroy Merlin e il Cai Torino si alleano per rendere i rifugi sicuri come le nostre case” è l’annuncio diffuso il 23 giugno con riferimento alla partnership tra lo storico sodalizio e l’azienda francese operante nella grande distribuzione, specializzata in bricolage e fai-da-te, edilizia, giardinaggio, decorazione e arredo bagno.

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Ripartenze. A presto in Capanna!

Una bella notizia ogni tanto. Ha riaperto la Capanna Monzesi al Resegone. Un posto davvero magico, meta amatissima non solo dei lombardi. Impossibile, avvertono i rifugisti in FB, garantire un pranzo al coperto. Ma una soluzione ugualmente si è trovata…

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Valmasino in festa: riparte la Omio

Costruita dalla SEM nel 1937 e intitolata ad Antonio Omio, perito assieme a numerosi consoci sulla Rasica, la capanna Omio venne gestita per decenni dalla famiglia Fiorelli di Valmasino. Dopo un tormentato intermezzo triennale, ora è condotta da una nuova squadra: Elena, Alberto e Stefano, già rodati come co-gestori del “Camerini – Del Grande” sempre in zona.

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Marmotte sveglie, rifugio in letargo

Dal sito “Il Rosa” si viene a sapere che Tania e Danilo, rifugisti allo Zamboni Zappa fondato nel 1925 dai soci della Sem, sono saliti a controllare e verificare la situazione dopo il lungo sonno invernale. Che per ora continua.

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Montagne da ritrovare. Il futuro è dietro le spalle

“Oltre che sudarsela a piedi, la montagna bisognerà anche prenotarla”, osserva Paolo Paci, giornalista e scrittore, “come si fa con i buoni ristoranti e i musei più famosi. Non è male in fondo l’idea che l’ambiente alpino torni a essere prezioso, magari poco meno fruibile ma anche meno consumistico e consumato”. 

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Rifugi, modello unico di socialità. Niente scelte affrettate

“Tra le strutture di accoglienza”, osserva l’architetto Luca Gibello, presidente dell’associazione culturale Cantieri d’alta quota,”il rifugio è uno straordinario unicum come modello di socialità, per la condivisione di spazi e funzioni che educano alla convivenza, all’adattamento. Tuttavia, ora, i concetti di “condivisione” e “promiscuità” appaiono quanto di più lontano ed esecrabile rispetto all’idea di separazione e allontanamento implicata dai protocolli dell’emergenza sanitaria…”.

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