Pedagogia della montagna tra realtà e utopia

Beppe Guzzeloni conclude qui la sua riflessione sulla pedagogia della montagna. “Pensieri e parole buttate lì”, spiega, “su uno schermo del computer. Con uno sforzo che si augura di essere poetico e utopico e che mi ha fatto sognare e immaginare una trasformazione. Ne avevo bisogno. Pensieri che restano in me come opportunità di provare a inoltrarmi in nuovi sentieri di senso che attivino scelte e comportamenti che trasgrediscano l’ovvio e del ‘si fa sempre così’. Utopia? Certo”. Si ferma qui l’amico Beppe, istruttore di alpinismo ed educatore, con i versi di Solinas, con una piccola modifica: ‘A te si giunge solo attraverso di te: aspettami, montagna!’ 

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Letture. “Lo Zaino” per una pedagogia della montagna

Di pedagogia della montagna si occupa ancora una volta nel fascicolo numero 14 (primavera 2021) de “Lo Zaino”, periodico delle Scuole lombarde di alpinismo del Club Alpino Italiano, l’istruttore di alpinismo Beppe Guzzeloni, tra i primi in Italia a dedicarsi all’accompagnamento terapeutico in montagna ovvero alla Montagnaterapia. Guzzeloni interviene sull’argomento offrendo nuovi contributi, a cominciare da una rilettura di una poesia di Emily Bronte – all’inizio dell’articolo ne riporta alcuni versi – in cui ritiene di aver colto, come d’incanto, il significato, sempre cercato, del termine Montagnatearapia…

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