Le Dolomiti quando il turismo non era di massa

Il progetto “Artesulcammino” di cui Flavia Cellerino, una simpatica conoscenza di MountCity, è infaticabile animatrice, dall’1 all’8 agosto propone una vacanza in Comelico e Cadore con l’organizzazione tecnica dell’agenzia viaggi Celeber (Via Boccaccio 4, Milano Tel. 02. 36570490). Un’occasione più che raccomandabile per ammirare le Dolomiti che, viste dal Cadore e dal Comelico, conservano il sapore genuino delle valli prima dei grandi stravolgimenti del turismo di massa.

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Foreste dimenticate. La tratta del legname perduto

C’è da trasecolare nell’apprendere, come espresso nel titolo del servizio del Sole 24 Ore, che “il Nord Est esporta e ricompra in Austria il suo stesso legno”. Ma proprio così stanno le cose. Una perversione concettuale, produttiva e ambientale la definisce l’autore dell’articolo. I colpevoli? “Una catena di scelte politiche, imprenditoriali, ambientali e di tutela del territorio. Con un danno enorme”.

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Sul sentiero di “papa Dvan Paule II”

“Viè dal papa Dvan Paule II” è il nome del sentiero scritto in dialetto cadorino. Sullo sfondo del cartellone all’inizio del sentiero compare l’immagine di Giovanni Paolo II, Karol Woytila. Al ritorno da una camminata sul monte Zovo, una trentina d’anni fa, il pontefice che amava la montagna venne circondato su questi prati dai contadini che gli corsero festosamente incontro. Molti valligiani qui lo ricordano ancora. Era l’11 luglio 1987 e il pontefice trascorreva le sue vacanze a Lorenzago di Cadore.

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