Primavera sulla Maiella / Il Sentiero dello Spirito
Sulla Maiella c’è ancora tanta neve naturale che si sta sciogliendo rapidamente. Si creano cascate. Graziosi ruscelletti attraversano strade e sentieri. L’idea vincente in questa tarda primavera è andare alla riserva naturale della Valle dell’Orfento, situata nel comune di Caramanico Terme, in provincia di Pescara, con partenza dal ponte di Caramanico (536 m), sulla strada statale 487. È il Sentiero dello Spirito, con la segnaletica “S”. Il fiume Orfento, che nasce da una sorgente alla Rava della Sfischia, (1888 m) scorre per 15 km scavando l’omonima valle, prima di congiungersi con il fiume Orta, affluente di destra del fiume Aterno-Pescara.
La più importante rivista della comunità scientifica internazionale, “Nature”, ha utilizzato questa valle come esempio a livello mondiale per la ricchezza di biodiversità, che indica la molteplicità e la varietà di organismi viventi sia nelle loro diverse forme, sia nei rispettivi ecosistemi, essenziale per la vita del Pianeta e di tutti gli esseri viventi. È un’escursione piacevole questa lungo il Sentiero dello Spirito, che inizia con un sentiero ripido in discesa, intercalato con scale, e arriva a una cascata di una trentina di metri. Uno spettacolo per la quantità di acqua che va a cadere sul letto del fiume, creando una nebulizzazione piacevole sul viso.
La cascata è stata costruita artificialmente per canalizzare l’acqua del fiume e muovere le macine di un mulino. Si intravvede ancora, fra rovi e cespugli, il condotto che portava a questo mulino. Il percorso è un saliscendi molto viscido, su terreno non erboso, che segue il fiume Orfento. Si attraversano diverse volte le sue sponde, grazie a ponticelli e passerelle di legno e si può godere la profonda forra, erosa nel tempo dall’acqua.
Il fiume ha una grande portata di acqua, di un colore verde turchese abbagliante. Lo scioglimento delle nevi ha procurato questo miracolo della natura…
Rumoroso, il fiume crea cascate, pozze, mulinelli. Le rocce che si trovano sul letto del fiume, rompono il percorso dell’acqua e si crea un eco… Ti fermi, respiri, fotografi, mediti, ti rilassi.
Di fronte al fiume, c’è il prato con diversi alberi e tanti fiori. Ho notato, nascoste, delle bacche di pungitopo in mezzo al verde del muschio profumato, morbido, umido.
Su questo sentiero è obbligatorio portare scarpe tecniche con suola antiscivolo. Spesso, bisogna attraversare ruscelletti che scendono dalla sommità del bosco. L’arrivo è al Ponte in pietra di San Cataldo (500 m), un tempo unico collegamento tra Caramanico e Decontra. È ben visibile un riparo sotto la roccia, chiamato “il grottone” che secondo la tradizione ospitava l’Eremo di San Cataldo di cui non è rimasta traccia. Si racconta, che è stato usato come riparo pastorale e nascondiglio dei prigionieri della seconda Guerra Mondiale. Se si segue il sentiero delle Scalelle, si arriva al centro visita di Caramanico.
Attraverso il ponte e seguo l’indicazione per il Ponte del Vallone (584 m), camminando e quasi sfiorando il fiume Orfento. Non ci sono più ponti che attraversano il fiume, il sentiero non è scivoloso, è più largo, si respira un’altra aria. Il territorio che attraverso, spesso circondato da felci, è “Riserva integrale A”. Incontro boschi verdeggianti di pini neri, capelvenere, carpino nero e orniello. Prima di arrivare al Ponte del Vallone, attira la mia attenzione una pozza d´acqua, con centinaia di larve. Leggendo la targa, questa pozza d´acqua ospita una ricca fauna di invertebrati, oltre a diverse specie di rane, salamandre e libellule che galleggiano.
Arrivato al ponte del Vallone mi siedo, fisso l’acqua vorticosa e fragorosa, respiro il suo profumo, mi concilio con il “rumore del silenzio” del bosco e il cinguettio degli uccelli.
L’acqua limpida, le piccole cascate, il suono del fiume e della natura, rendono la passeggiata un’emozione unica e, il rilassamento del mio corpo e della mente, si impadroniscono di me.
Testo e foto di Luciano Pellegrini

Dislivello +/- 250 metri
Durata 4 ore
Difficoltà E
Distanza A/R 8 km
Grazie caro Roberto per aver pubblicato l’articolo e per le foto eccezionalmente belle.