Kirghizistan, il “miracolo” del turismo invernale

Lo sci può essere la panacea per risolvere il problema della disoccupazione in Kirghizistan? A promuovere il turismo invernale in questo Paese per creare posti di lavoro nella stagione fredda è la Svizzera. Nella città di Karakol, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in collaborazione con l’ONG svizzera Helvetas finanzia infatti un progetto di aiuto allo sviluppo volto a promuovere il turismo invernale.. La Svizzera ha così deciso di puntare su attività come lo sci di fondo, il pattinaggio e su offerte culturali come le tradizioni culinarie, la danza e l’artigianato tessile. Sono idee che, contrariamente allo sci alpino, non necessitano di grandi infrastrutture. “Non volevamo rovinare la natura”, spiega Silvan Hungerbühler della SECO. Lo sci comporta interventi a livello di paesaggio e disturba la fauna selvatica. Inoltre, anche a Karakol ci possono essere inverni avari di neve”.

Attualmente, nella regione di Ysyk-Köl vengono proposti d’estate trekking ed escursioni con pernottamento nelle yurte. La stagione è però molto breve. All’epoca dell’Unione Sovietica, Karakol era un centro d’allenamento dove venivano forgiati gli sciatori professionisti. Per questo motivo, nella città a circa 400 chilometri dalla capitale Biskek c’è un’infrastruttura adeguata per praticare lo sci. Tuttavia, la maggior parte degli skilift e delle piste appartengono a investitori russi. Il loro gruppo target non è certo la popolazione locale povera, bensì i facoltosi turisti internazionali. 

Nella fase pilota del progetto, la SECO ha commissionato uno studio sull’assistenza sanitaria in caso di incidenti sulle piste da sci. Il risultato è stato sconcertante. Ci sono solo una manciata di elicotteri in Kirghizistan che spesso appartengono a privati. Inoltre, le cure traumatologiche sono carenti nelle cliniche locali e le guide alpine e gli insegnanti di sci sono poco formati in caso d’emergenza. Secondo l’associazione delle guide kirghise, nel Paese si registrano annualmente una cinquantina di incidenti gravi nelle stazioni sciistiche, a cui vanno aggiunti da uno a tre morti a causa di slavine durante la pratica dello sci fuori pista.

“Investiamo nella formazione del personale e siamo in contatto con le autorità affinché investano nel sistema sanitario”, assicura l’esperto Hungerbühler, spiegando tra l’altro che il governo kirghizo deve promuovere sicurezza, ad esempio, sostenendo la chirurgia d’urgenza se davvero intende puntare sul turismo invernale.

Fonte:

https://www.tvsvizzera.it/tvs/kirghizistan–gli-sport-invernali-come-aiuto-allo-sviluppo/48256036

Commenta la notizia.