Il rinnovo delle strutture d’alta quota

Un disegno di legge stanzia contributi per la rimozione di bivacchi obsoleti e l’installazione di nuovi. L’iniziativa, promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, in questo articolo di Roberto Dini tratto dal sito “Cantieri d’alta quota”.

Lodevole l’iniziativa promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta che nel novembre scorso, con un disegno di legge approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, ha ripristinato i contributi, sospesi dal 2014, per portare a valle i rifiuti e le acque reflue dai rifugi, introducendo anche un sostegno economico per le spese di rimozione di bivacchi obsoleti e l’installazione di nuovi.

Il provvedimento nasce dall’ormai sempre più diffusa consapevolezza che bivacchi e altre infrastrutture che da tempo costituivano il patrimonio di manufatti alpini stanno oggi mostrando i segni di una sempre più evidente obsolescenza, sia in termini ambientali che funzionali, ponendo interrogativi circa la loro rimozione, ricollocazione, riqualificazione.
Come si legge infatti nel documento, «I contributi in conto capitale per l’insediamento o lo smantellamento di bivacchi sono concessi nell’ottica non solo di rendere sempre più sicura la pratica dell’alpinismo e dello scialpinismo in quota, ma anche di rimuovere strutture deteriorate e non più funzionali, preservando nel contempo l’integrità dell’ambiente alpino».
Il disegno di legge nasce a seguito delle «Forti sollecitazioni pervenute dagli operatori del settore, provati dal contesto pandemico e postpandemico. Alla riduzione delle presenze turistiche a causa dell’emergenza sanitaria si sommano, infatti, l’attuale incremento esponenziale delle spese e dei costi dei servizi e delle forniture e, da ultimo, le problematiche relative alla siccità che hanno influito sull’attività dei rifugi».
I richiedenti potranno così ottenere un sostegno per le spese di elitrasporto per il montaggio di nuove strutture e la rimozione di quelle obsolete. Lo stanziamento previsto è di 120.000 euro per l’anno 2022, 70.000 per l’anno 2023 e 120.000 a decorrere dall’anno 2024.
Ci auguriamo che questo provvedimento possa essere il primo passo verso la messa a punto di una strategia territoriale di valorizzazione dell’alta montagna che – come già detto in altri contributi di questo nostro sito web – possa analizzare in modo attento necessità, impatti, alternative, scenari.
Ben vengano normative se indirizzate a promuovere comportamenti e iniziative virtuose, ma non dimentichiamo che è solo attraverso un progetto che è possibile mettere a sistema i diversi fattori in gioco: necessità di valorizzazione e potenziamento dei tracciati escursionistici o alpinistici, ampliamento dell’offerta ricettiva di una specifica area, necessità di monitoraggio e presidio del territorio, disponibilità di risorse pubbliche e private, obsolescenza delle vecchie strutture, necessità di recupero del patrimonio.

Roberto Dini

Cantieri d’alta quota

Fonte: https://www.cantieridaltaquota.eu/la-valle-daosta-incentiva-il-rinnovo-delle-strutture/

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