Pioggia sulle piste, colpa dell’anticiclone

La buona notizia è che In Italia le recenti festività hanno registrato il 32% in più di sciatori dello scorso anno e quasi dovunque c’è stato il tutto esaurito. La cattiva notizia è che l’aumento delle temperature ha aperto il caso delle piste killer. Soltanto in Austria 13 sono stati gli sciatori morti dall’inizio della stagione sciistica. Numeri mai così alti negli ultimi dieci anni, senza calcolare slavine e cadute di alpinisti. La maggior parte degli incidenti è avvenuta in Tirolo dove ormai, con l’aumento delle temperature, si scia quasi soltanto sulla neve artificiale.

Il rovescio della medaglia riguarda come si è detto le temperature primaverili dei primi giorni dell’anno dovuta all’irruzione dell’anticiclone africano, la nebbia mangia-neve e lo zero termico sopra i 2000 metri (in Veneto addirittura sopra i 2.700 metri). Una situazione decisamente anomala. Chi si è dato da fare a rendere operative le piste da sci si trova in una situazione di stallo, nella speranza che ben presto il termometro scenda così da poter riprendere a produrre neve. Tutto intorno è ancora peggio: in Austria le aree sciistiche sono climaticamente allo stremo, in Val d’Aosta ha piovuto così come nelle Dolomiti Bellunesi dove sono una cinquantina le piste chiuse.

È un bilancio intermedio in chiaroscuro infine quello delle stazioni sciistiche elvetiche in questi primi giorni del 2023. Il caldo che ha caratterizzato queste ultime settimane non ha aiutato: diversi comprensori sono solo parzialmente agibili mentre altri (come il grigionese Splügen) hanno dovuto rassegnarsi e chiudere poco tempo dopo l’avvio ufficiale della stagione. 

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