Contrordine / Giochi invernali “allargati” a Torino

Rivalità tra Milano e Torino? Vicendevole antipatia, piuttosto, con un retroterra “condito di diffidenze e paranoie, di luoghi comuni e distaccata superiorità, di malcelati pregiudizi spacciati per buona educazione, che sembra non finire mai”. Così si era letto in un’inchiesta del quotidiano Avvenire. Poi le cose andarono come andarono. Le Olimpiadi invernali se le aggiudicarono Milano e Cortina e Torino perse a malincuore la partita.

Ma è acqua passata. L’olimpica distanza ora è stata probabilmente colmata e i Giochi è stato (quasi) deciso che vengano “allargati” a Torino. Ne dà notizia Il Fatto Quotidiano del 3 gennaio annunciando che potrebbe diventare realtà il Mi-To-Co, un mostro a tre teste partorito nella mente del Coni per imbarcarsi nell’ennesima, fallimentare impresa olimpica. Come dopotutto voleva l’ex sindaca Chiara Appendino, che però in un primo tempo Torino l’avrebbe candidata soltanto se fosse stata in gara da sola, senza nulla condividere con la (per lei) triste e nebbiosa Milano. 

I nuovi orizzonti olimpici di Torino riguardano in effetti soltanto la pista di pattinaggio su ghiaccio dopo che quella di Baselga di Pinè nel Trentino è stata dichiarata inagibile per mancanza di tetto. Il pattinaggio olimpico sarebbe costretto a spostarsi all’Oval di Lingotto Fiere a Torino (nella foto), una struttura che risale alle Olimpiadi del 2006. Costerebbe troppo infatti insistere sull’Ice Rink di Piné. L’intervento per i rifacimenti, tetto compreso, è lievitato a 50 milioni di euro. Una follia insostenibile, dicono, non la sola di questi tormentati Giochi. (Ser)

Una veduta di Torino, In apertura l’Oval a Lingotto Fiere.

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