Manifesto dell’Alpenverein Südtirol / Le Alpi al collasso?

Un manifesto per un maggiore rispetto dello spazio alpino è stato redatto dall’Alpenverein Südtirol con il sostegno di Cai, Heimatpflege e Dachverband, nonché dei club alpinistici di Austria (Öav) e Germania (Dav). Sul documento si esprime il quotidiano Alto Adige del 25 novembre.

Da anni Cai e Avs collaborano con le altre associazioni locali per tutelare il patrimonio naturale e ridurre l’ulteriore sviluppo e la costruzione nelle ultime aree non edificate rimaste nella regione alpina. Nel Manifesto dell’Alpenverein Südtirol si afferma: “Lo sviluppo della regione alpina è completo. Il picco è stato raggiunto da tempo. Lo sviluppo sta diventando sovra-sviluppo”.

“Purtroppo questo concetto non è ancora stato introiettato dai decisori politici ed economici”, osserva il presidente dell’Avs Georg Simeoni. “L’obiettivo di ridurre a un livello minimo l’ulteriore sviluppo e l’edificazione di aree ancora incontaminate o già ottimamente sviluppate nella regione alpina non è ancora stato raggiunto”. 

Lo spazio alpino è sotto pressione: si ampliano le aree sciistiche, si pianificano grandi eventi sportivi, si sviluppano gli alpeggi con nuove strade, ponti sospesi e vie ferrate per attirare ancora più persone in cerca di divertimento e avventura. 

“Il paesaggio alpino è percepito solo come uno sfondo. Una mancanza di rispetto per le nostre Alpi”. Numerosi progetti e sviluppi dimostrano che c’è sempre meno apprezzamento per i paesaggi naturali e culturali alpini, che sono tra le maggiori ricchezze dei Paesi alpini. Questo fatto ha spinto i club alpinistici a redigere il manifesto. Le organizzazioni firmatarie chiedono un maggiore rispetto per lo spazio alpino e l’applicazione coerente di tutti gli strumenti legali per la tutela di paesaggio e ambiente. Per garantire il paesaggio come risorsa a lungo termine, è necessario un ripensamento radicale delle infrastrutture nella regione alpina. 

Per Manfred Sailer, vicepresidente del Dav, lo sviluppo delle Alpi è completo. “La spirale di sviluppo non deve continuare: le Alpi sono già le montagne alte più densamente popolate al mondo e con la più alta densità di infrastrutture”.

Il segretario generale dell’Öav, Clemens Matt, è convinto del potere delle petizioni e dei manifesti. Utilizzando l’esempio della fusione dei comprensori sciistici di Ötztal e Pitztal, ha mostrato come – sulla base di una petizione – siano state raccolte quasi 170.000 firme, esercitando così una pressione sui responsabili delle decisioni. In un sondaggio tra i cittadini di St. Leonhard in Pitztal, una località che vive di turismo, la maggioranza ha votato contro. “È importante informare bene la popolazione su ciò che sta accadendo nelle Alpi, che sono un bene prezioso da preservare”.

Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, ha criticato la costruzione di nuovi impianti sportivi per le Olimpiadi di Cortina-Milano. “Si costruiscono infrastrutture per pochi atleti, che poi cadono in disuso e vengono lasciate al degrado. L’esempio di Torino lo ha dimostrato in modo lampante. Perché abbiamo bisogno di una nuova pista da bob da 100 milioni a Cortina quando ce n’è una disponibile in Austria a poca distanza?”

Durante la presentazione del manifesto, si è parlato anche della funivia di Tires. Florian Trojer dell’Heimatpflege, ha pesantemente criticato i contributi pubblici per sovvenzionare impianti all’interno delle stazioni sciistiche, che ben poco hanno a che fare col trasporto pubblico. “La funivia di Tires è stata sovvenzionata per il 75% dalla Provincia. In Baviera le associazioni alpinistiche sono molto attive, non tollerando più questo tipo di sovvenzioni, che lì assommano al 30%”. L’accordo fra l’Agenzia per l’Ambiente e la Procura ha lasciato molto perplessi Cai e Avs e si è tenuto un vertice per studiare il da farsi. Così il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella: “Non escludo verranno intraprese altre azioni, noi di sicuro non molliamo”.

“Lo spazio alpino ha un enorme valore”, si legge nel manifesto. “Molte persone vivono e lavorano nelle regioni di montagna dei paesi alpini. Allo stesso tempo, milioni di persone in cerca di svago visitano ogni anno la regione alpina al fine di distendersi e rigenerarsi per la vita quotidiana. Assieme ad alcune delle ultime aree naturali non urbanizzate del continente, questo eccezionale paesaggio culturale, di piccola scala, modellato dal lavoro dell’uomo nel corso dei secoli, forma in Europa un patrimonio centrale dell’umanità ed è la base vitale per la popolazione che ci vive, che merita il rispetto di tutti noi”. 

E ancora: “Le Alpi sono la catena montuosa più densamente urbanizzata al mondo, con strade, impianti di risalita, sentieri escursionistici, rifugi, infrastrutture turistiche, agricole e altre. Certamente è stato questo sviluppo che in passato ha reso la regione alpina uno spazio vitale con un’alta qualità di vita”.

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