Attività invernali e fauna selvatica / Come comportarsi

Dall’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola riceviamo e volentieri pubblichiamo questi consigli sul comportamento da adottare durante le escursioni invernali quando incontriamo animali selvatici.

L’inverno è una stagione affascinante per frequentare la montagna: paesaggi fantastici, panorami mozzafiato e divertimento sulla neve. E gli animali come si comportano? Alcuni decidono di affrontare la stagione invernale con il letargo; altri migrano – solo temporaneamente – verso climi più miti o quote più basse. 

Per gli altri – quelli che svernano a media/alta quota senza andare in letargo – si prospettano “tempi duri”: oltre ai pericoli oggettivi (valanghe e slavine coinvolgono anche gli animali, oltre agli esseri umani), mantenere a livelli vitali la temperatura corporea nonostante il freddo, il vento e la neve è una sfida difficile, che solo individui sani e forti riescono a sostenere.

Il cibo è scarso, come scarso è il valore nutritivo di ciò che viene ingerito dagli animali. E’ quindi fondamentale risparmiare energie.

D’inverno, ecco alcuni consigli da seguire durante le vostre prossime uscite:

– Per muovervi consapevolmente durante le escursioni (a piedi, con le ciaspole, con sci e pelli), all’Alpe Devero, in posizioni “strategiche” trovate cinque pannelli “Neve & Natura”.

Con la prossima escursione all’Alpe Devero:

 – Dedicate un po’ del vostro tempo alla lettura delle mappe, delle regole e delle raccomandazioni che trovate sui pannelli informativi nelle località Ai Ponti, Pedemonte, Crampiolo e Codelago (diga e dighetta).

– Scaricate e portate con voi la nostra brochure “Neve & Natura” che trovate QUI 

– Visitate la pagine del sito delle Aree Protette dell’Ossola dedicata al progetto RESICETS 

I percorsi a basso impatto

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a importanti mutamenti del turismo alpino: non si tratta solo del proliferare di nuove attività ricreative e sportive – sia estive sia invernali – ma di numeri crescenti di escursionisti che raggiungono sempre più spesso angoli remoti delle nostre montagne: l’escursionismo, il trail running, la mountain bike nelle sue varie declinazioni, lo sci alpinismo, il free riding, le escursioni con racchette da neve, sono attività sempre più praticate, favorite da un mercato outdoor attento agli sviluppi legati al fitness, oltre che alla fruizione della natura. Inoltre, la facilità di accesso a zone un tempo difficili da raggiungere, la disponibilità di nuovi materiali tecnici (ad esempio sci e bici sempre più leggeri e performanti) fanno sì che sempre più persone possano entrare in aree naturali sensibili.

Sebbene questo fenomeno abbia risvolti positivi per l’economia di montagna, per i gestori delle aree protette alpine rappresenta una nuova sfida. Diversi studi hanno dimostrato che alcune attività (soprattutto durante il periodo invernale o nei periodi riproduttivi) possono avere un impatto negativo sulla già difficile vita della fauna selvatica.

Durante i periodi estivi poi, l’affollamento può generare problemi legati all’occupazione delle medesime aree non solo tra fruitori e fauna selvatica, ma anche con le aziende agricole e con i gestori dei pascoli, dei prati e delle mandrie. 

Affrontare a livello locale gli impatti delle attività ricreative sugli habitat e sulle specie delle aree protette è un compito importante e difficile: per gestirlo è necessaria una strategia integrata che preveda la partecipazione di tutti i portatori di interesse coinvolti nella filiera turistica locale (compresi i fruitori) e una visione d’insieme aperta e costruttiva. 

Servono quindi informazioni adeguate per i turisti, ma anche percorsi di formazione per gli operatori locali e adeguati strumenti di gestione per le aree protette.

CIPRA Italia è impegnata al fianco dell’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, nel progetto RESICETS – Resilienza ambientale delle attività ricreative nelle aree protette dell’Ossola, attraverso la Carta Europea per il Turismo Sostenibile.

Si tratta di un’iniziativa articolata che coinvolge diversi attori della filiera turistica locale in un percorso di informazione, sensibilizzazione e anche di sviluppo economico e territoriale: la Carta Europea per il Turismo Sostenibile – CETS, attraverso la sua FASE II promuove infatti la certificazione di quegli operatori turistici (guide, accompagnatori, attività ricettive) che si impegnano a fianco dell’Ente Parco per la gestione e la riduzione degli impatti delle attività ricreative e turistiche. Un’iniziativa ambiziosa e innovativa, tra le prime attivate in questo campo sul territorio nazionale. 

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariplo, ha una durata di tre anni (2018 – 2020) e prevede attività che vanno dal monitoraggio della fruizione alla formazione degli operatori, dall’attivazione di una campagna informativa all’allestimento di alcuni percorsi escursionistici a basso impatto.

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