Niente più cime / La rinuncia delle Regole

Le Regole d’Ampezzo, l’antica forma di proprietà collettiva delle famiglie cortinesi, abbandonano la gestione delle cime della valle. E la restituiscono allo Stato, ovvero al Demanio. Una decisione sofferta, presa a causa soprattutto degli alti rischi che il cambiamento climatico sta avendo sull’alta montagna, dopo la tragedia della Marmolada del 3 luglio.

Oggi le Regole amministrano un territorio con finalità agro-silvo-pastorale e con una funzione di tutela ambientale sempre più determinante. Continueranno in ogni caso a gestire la proprietà collettiva dei boschi e dei pascoli della conca di Cortina, un patrimonio verde di 16 mila ettari dai quali ricavano il legname che viene donato alle famiglie.

La decisione è stata presa nell’assemblea del 30 ottobre a quanto riferisce Il Corriere del Veneto. Tale decisione riguarda per l’esattezza la gestione di cime, crode, sentieri e torrenti, ovvero quei migliaia di ettari improduttivi situati ad alta quota affittati dallo Stato trent’anni or sono, quando nacque il Parco naturale d’Ampezzo, per garantire la sicurezza e l’accessibilità ai percorsi d’alta montagna e impedire ogni tipo di speculazione. 

Perplesso su questa rivoluzione è il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi. “L’ambiente va manutenuto, e non so se il Demanio sia in grado di assumersi un compito così gravoso. Adesso dovremo capire quale sarà l’iter, cosa farà il Demanio, come vorrà gestire i territori con responsabilità”.

Un pensiero riguardo “Niente più cime / La rinuncia delle Regole

  • 28/11/2022 in 16:41
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    Anche queste sono le conseguenze della situazione climatica che stiamo vivendo; andrebbe ricordato a chi mette clima ed economia su due piani differenti.
    Purtroppo il controllo territoriale in mano allo stato non può dare le stesse garanzie della gestione da parte dei locali che abitano e lavorano là da generazioni.

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