Premi Meroni / Sugli altari il rider alpinista 

Un simile uragano di applausi non si era mai ascoltato in quattordici anni, quanti ne contano i premi dedicati dalla Società Escursionisti Milanesi a Marcello Meroni. Venerdì 25 novembre il pubblico di appassionati che affollava la sala dell’Acquario Civico a Milano per assistere alla consegna dei premi ha scelto con esultanza il suo beniamino tra i quattro designati dalla giuria. E per Luigi Peverelli, il rider milanese che, come si è letto sul Corriere, si guadagna da vivere per poter conquistare in bicicletta i quattromila delle Alpi, è stato un trionfo. 

A consegnargli la targa per le 26 cime oltre i 4000 metri violate in 83 giorni con trasferimenti in bicicletta c’era come sempre la gentile Nicla Diomede che fu a suo tempo compagna dell’indimenticabile Meroni, istruttore di alpinismo e fisico di professione. Contrapposto ai numerosi rappresentanti della cosiddetta età d’oro venuti a celebrare questa consegna come un rito a cui è impossibile sottrarsi, si è imposto il nuovo che avanza anche nell’alpinismo. E  sotto lo sguardo di diversi papaveri del Cai tra i quali il presidente generale. Che ha annunciato nuovi progetti per riportare al centro dell’attenzione l’alpinismo come del resto prevede fin da epoche remote lo statuto del sodalizio. 

Poi tutti a condividere una benaugurale fetta di panettone al termine di una serata condotta dall’alpinista Matteo Willi Bertolotti. A ritirare le targhe assegnate dalla giuria era stato per primo proprio Peverelli e si è subito capito dal calore degli applausi che i numerosi followers avrebbero decretato il suo successo quando la parola, come da regolamento, sarebbe passata al pubblico presente in sala. 

A raccontarsi sotto l’incalzare delle domande di Bortolotti si sono poi con piacere ritrovati due grandi vecchi, il milanese Oreste Ferré, gloria della Società Escursionisti Milanesi, e il bellunese Bepi Pellegrinon arrivato da Falcade a ricevere il tributo dei milanesi per la sua attività di editore e di memoria storica delle Dolomiti.  A completare il quartetto dei prescelti è salito sul palco dell’Acquario anche il giovane fuoriclasse Matteo Della Bordella dei Ragni di Lecco che ha raccontato della benemerita iniziativa per il rispetto dell’ambiente di cui è tra gli artefici e che gli ha fruttato il riconoscimento. 

Luigi Peverelli in vetta al Finsterarhorn e, in apertura accanto alla sua bici. Foto da Bici Live.

Particolare importante. Da Pinzolo in quel di Trento è giunta per ricevere l’abbraccio dei milanesi una delegazione del Premio della Solidarietà Alpina “gemellato” con il premio Meroni. Ha anche brevemente preso la parola Elena Buscemi, appassionata alpinista, portando i saluti del Consiglio comunale di cui è Presidente. Il conto alla rovescia per la vittoria, anzi per l’apoteosi di Peverelli, è poi continuato per tutto il tempo. Un premio, quello riservato a Peverelli, da giudicare meritatissimo grazie al raid compiuto fra i quattromila delle Alpi con 20.000 metri di dislivello positivo in bicicletta e oltre 46.000 metri di dislivello positivo a piedi.

A quanto si è capito è stato giusto premiare questa grande esperienza di cicloalpinismo da considerare anche un ponte gettato nella storia dell’alpinismo, quando protagonisti delle scalate estreme come Hermann Buhl e Kurt Diemberger andavano all’assalto delle vette pedalando allegramente su scassati velocipedi. E a proposito: la bici di Luigi era una Fuji Jari 2.3, un modello estremamente versatile per ogni avventura. Portapacchi anteriori e posteriori, 4 borse normalissime, un bagaglio ovviamente sbilanciato sulla parte alpinistica. E poi cartine stradali, carte alpinistiche, navigatore Gps da escursionismo (Garmin Gps Map 64s), 2 power bank, videocamera, telefono cellulare. 

Un aspetto dell’impresa che fa onore a Peverelli è, per concludere, l’avere viaggiato con un pannello solare (40w di potenza) che lo ha reso praticamente sempre autonomo dal punto di vista energetico. Particolare che, dati i tempi, merita da solo un premio. (Ser)

Peverelli riceve il premio del pubblico all’Acquario Civico. Sullo sfondo il Coro Aspis. (ph. Serafin/MountCity)

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