Il nemico invisibile degli alpinisti

Colpa del ghiaccio, particolarmente insidioso complice il bel tempo (beau fix, dicono i francesi), il vento, il saliscendi del termometro tipico della stagione invernale quando dopo la pioggia la temperatura va giù e sui sassi si spande invisibile il cosiddetto vetrato. C’entra solo in parte questa volta il clima anomalo con le sue variazioni anche se il clima è sempre all’ordine del giorno nella vita in montagna. Ma forse occorrerebbe precisare che Il vero assassino dei tre poveri alpinisti morti in Lombardia nel penultimo week end di novembre non può che essere stato il vetrato. Un killer che non deve essere sottovalutato, che ti può condurre alla perdizione se ci metti un piede sopra. 

E’ vero. Sbalzi di temperatura nell’arco di una sola giornata possono avere raggiunto quella domenica anche i – 15 gradi: margherite sui versanti esposti a sud, ghiaccio e neve su quelli a nord. A osservarlo in un documentato servizio sul Corriere della Sera è stato Marco Anemoli, responsabile della XIX Delegazione lariana del Soccorso alpino. Ma gli alpinisti che hanno perso la vita potrebbero anche essere stati traditi dal ghiaccio nascosto sotto lo strato sottile di neve che il vento aveva depositato sulla montagna. Una trappola anche per i più esperti.

Molti ricordano che una situazione simile è costata la vita il 17 dicembre 2000 a otto alpinisti sui monti della Lombardia. Il gelo era ritornato d’improvviso dopo alcuni giorni di scirocco trasformando i “facili” sentieri delle Prealpi in trabocchetti. Di clima “nemico degli alpinisti” come ha titolato in questi giorni il Corriere ancora non si parlava. (Ser)

Commenta la notizia.