“The Mountain Touch”, scienza e arte s’incontrano

Fino al 2 aprile 2023 è aperta al Monte dei Cappuccini di Torino la mostra “The Mountain Touch”. Nata nel solco della precedente esposizione “Ecophilia”, è un invito a esplorare l’alterità, sviluppare empatia, da una serie di evidenze emerse in relazione alla crisi climatica e al periodo pandemico. 

Come si legge in un comunicato stampa del Museo della Montagna, in risposta alla perdita di biodiversità e al progressivo degrado degli ambienti naturali, si va affermando una crescente consapevolezza che il nostro benessere fisico e mentale sia strettamente legato a quello del nostro pianeta.  Sono numerose le ricerche che, a livello italiano e internazionale, stanno producendo evidenze scientifiche dell’impatto positivo della natura sul nostro piano biologico e psicologico. 

Il contatto con la dimensione visibile e invisibile degli ambienti naturali si traduce in una minore incidenza di allergie, di disturbi autoimmuni e di alti livelli di stress e in un miglioramento delle funzioni cardiovascolari, degli indici emodinamici, neuroendocrini, metabolici e ossidativi, nonché dei processi mentali e del benessere psichico. 

Respirare la terra umida, inalando la geosmina da essa emanata, ha un impatto benefico sull’attività cerebrale dell’essere umano; osservare forme frattali presenti ad esempio nel profilo geomorfologico delle montagne, nella vegetazione, nei cristalli di ghiaccio, nelle onde del mare, nelle nuvole o ascoltare il cinguettio degli uccelli, produce una riduzione dei livelli di stress. 

Nona Inescu: Concretion (Geophilia) VIII, 2017. Stampa Ultrachrone su carta sintetica Epson Enhanced, montata su VisualBond. Courtesy SpazioA, Pistoia. In apertura nella locandina della mostra: Michael Fliri “My private fog II, 2017”. Fotografia a colori. Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano. Foto: Rafael Kroetz 

I fitoncidi emessi nell’aria dagli alberi e dalle piante sono in grado di potenziare il sistema immunitario aumentando il numero di cellule “natural killer” e i livelli intercellulari di proteine anticancro. Anche i colori verde e blu presenti in natura contribuiscono al nostro benessere. Lo stesso vale per il contatto con l’aria di montagna e con l’acqua.

Comprendere quanti e quali sono gli agenti responsabili di questa relazione benefica è, ad oggi, una sfida aperta per tutto il mondo della scienza. In Italia, dove secondo i dati Istat il territorio è per il 35% montano e per il 41,6% collinare, la montagna e le aree metromontane rivestono un ruolo cruciale in questo tipo di contesto. 

L’esposizione “The Mountain Touch” al Monte dei Cappuccini, senza la pretesa di offrire una lettura esaustiva del tema, prova a offrire una panoramica dei principali temi di ricerca in materia e apre a una serie di interrogativi. Quale impatto potrà avere la devastazione ambientale in corso sulla nostra salute? Come ricorrere all’ecoterapia per far fronte all’ecoalienazione? Che ruolo rivestono esperienze come la montagnaterapia, la terapia forestale, l’ormai noto Shinrin-Yoku o “bagno di foresta”, la progettazione biofilica e quella di parchi urbani per arginare la sindrome da “deficit di natura” o le malattie mentali psicoterratiche? 

“The Mountain Touch” presenta le opere di 14 artisti italiani e internazionali, in dialogo con una narrazione scientifica a cura di Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, ricercatori presso l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale per le Ricerche, che da anni sta conducendo la più ampia campagna sperimentale mai effettuata sugli effetti della terapia forestale e delle immersioni negli ambienti verdi insieme con il Club Alpino Italiano e il Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Aou Careggi a Firenze. 

Gli artisti in mostra sono Paola Anziché, Emanuela Ascari, Sara Berts, Zheng Bo, Ruben Brulat, Alberto Di Fabio, Michael Fliri, Christian Fogarolli, Lucas Foglia, Fernando García-Dory, Nona Inescu, Marcos Lutyens, Andrea Nacciarriti, George Steinmann, Peter Stridsberg. 

La mostra si amplia con l’opera dell’artista Zheng Bo esposta nell’ambito dell’esposizione “Buddha. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista” aperta al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino fino al 3 settembre 2023. L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue (ita/eng) che raccoglie testi di Qing Li, immunologo e presidente della Società giapponese di medicina forestale, Università degli Studi di Tokyo; Marina Boido e Alessandro Vercelli, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università degli Studi di Torino; Francesca Cirulli e Marta Borgi, Center for Behavioral Sciences and Mental Health. Istituto Superiore di Sanità; Lucy Jones, scrittrice, giornalista e autrice del libro “Losing Eden”; Rita Berto e Giuseppe Barbiero, Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature, Laboratorio di Ecologia Affettiva, Università della Valle d’Aosta; Marco Battain, presidente del CAI Torino e referente del gruppo “La montagna che aiuta”; Francesco Riccardo Becheri, psicologo Psicoterapueta, fondatore e responsabile scientifico Stazione di Terapia Forestale Pian dei Termini, psicologo Referente CAI Commissione Centrale Medica / Comitato Scientifico Centrale; Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, ricercatori presso l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale per le Ricerche; Giulia Villari, ricercatrice del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino. 

L’esposizione è accompagnata da un public program di eventi consultabile sul sito web del Museomontagna, nella pagina dedicata alla mostra. Per info e prenotazioni: posta@museomontagna.org / 011 6604104

Museo Nazionale della Montagna “Duca Degli Abruzzi”. CAI Torino. Piazzale Monte dei Cappuccini 7 10131 Torino. www.museomontagna.org

Commenta la notizia.