Le Olimpiadi Milano-Cortina alla Statale

Sabato 19 novembre si tiene all’Università Statale a Milano (vedere la locandina qui sotto) un momento pubblico di incontro e controinformazione organizzato da Off Topic: un convegno per informare, analizzare e porre uno sguardo critico sulle prossime Olimpiadi Invernali 2026 Milano-Cortina e sulle loro conseguenze ambientali e sociali. Insieme ad attivisti, ricercatrici e docenti universitari, giornalisti, ambientalisti, comitati e associazioni dei territori interessati dalle opere olimpiche, si cercherà di capire chi vince e chi perde la “partita” Olimpiadi 2026, provando anche a immaginare possibili futuri alternativi oltre la patina autocelebrativa del grande evento e di un modello di sfruttamento turistico della montagna, non più sostenibile al tempo della grande crisi ambientale e dei cambiamenti climatici. Pubblichiamo qui i titoli dei singoli interventi e gli orari previsti.

Gli interventi, i relatori

10:00  Apertura del Convegno e presentazione del programma – a cura di Offtopic Lab

10:10  Perchè le Olimpiadi non sono più un evento desiderabile, tra costi, modello di governance e narrazione  Silvio La Corte – Autore del libro “La bolla Olimpica”

10:30  Da Expo alle Olimpiadi, il grande evento come motore del modello Milano  Stefano Lucarelli – Docente presso Dipartimento Scienze Economiche – Università di Bergamo

10:50  Il pretesto delle Olimpiadi: cronistoria di un ‘grande evento’   Duccio Facchini – Giornalista AltraEconomia                                                                                                                               

11:10  I mega-eventi come logica  Niccolò Cuppini – Ricercatore presso la SUPSI (Svizzera)

11:30  Olimpiadi, un dispositivo binario Elisa Virgili – Ricercatrice sulle tematiche di genere presso il Centro di Ricerca Politesse

11:50  I costi ambientali della neve artificiale  Silvana Galassi –Ecologa, Comitato Milanese Acqua Pubblica e Serana Tarabini Giornalista, APE Milano                                                                                                                                                                                                                                              

12:10  Salviamo la Montagna  Luigi Casanova – Presidente onorario Mountain Wilderness

12:30  Cambiamenti climatici, ghiacciai alpini e precipitazioni nevose. L’anacronismo dello sci a tutti i costi  Riccardo Scotti – Glaciologo, Responsabile Scientifico Servizio Glaciologico Lombardo                          

14:30  Il conflitto esseri umani-natura, le Olimpiadi ai tempi della grande crisi climatica e ambientale  Alice Dal Gobbo – Sociologa, Dipartimento Sociologia Università di Trento

14:50  Smontare l’immaginario olimpico, il caso di Torino2006 e i suoi lasciti  Filippo Borreani – Sociologo – ricercatore presso il NASP

15:10  Giochi con le frontiere: un secolo di esclusione, conflitti e traguardi  Alberto “Abo” Di Monte – Geografo, APE Milano

15:30  Consumo di suolo e rischio sostenibilità: chi vigila? E come?  Paolo Pileri – Docente di Pianificazione e Progettazione urbana, Politecnico di Milano      

15:50 Il modello Milano, tra turistificazione, gig economy e bulimia da eventi   Lucia Tozzi – Giornalista e studiosa di politiche urbane

16:10  Tavola rotonda – voci, pratiche e strumenti critici dai territori olimpici:

 – Il caso dello Scalo Romana tra privatizzazione città pubblica e gentrificazione. Un metodo di analisi della città  Presentazione a cura del Laboratorio di Mappatura

– Milano-Cortina 2026: la tangenziale Sud di Sondrio, un’opera sbagliata già dal nome  Barbara Baldini – Sindaca di Montagna (SO);

– Pista da Bob e Villaggio Olimpico, l’impatto olimpico nella conca ampezzana   Roberta De Zanna – Comitati Cortina d’Ampezzo;

– Tra asfalto e nuovi impianti, le Olimpiadi in Alta Valtellina  Ludovica Canclini e Giorgio Morcelli, Comitati Alta Valtellina.

– Perché boicottare i mega eventi sportivi  Ecologia Politica Milano     

17:00  Domande dal pubblico e a seguire conclusioni a cura di Offtopic

Ecosistemi montani e criticità

Negli ultimi decenni i Giochi Olimpici si sono sempre più trasformati da evento sportivo a business; di pari passo è cresciuta nel mondo una perdita di attrattività per la loro organizzazione. Le ultime edizioni olimpiche estive e invernali sono state assegnate di fatto in assenza o quasi di concorrenti. Così è stato anche per i giochi invernali Milano-Cortina del 2026, assegnati di fatto in assenza di competitori, in conseguenza dell’indisponibilità di molte città e territori a sopportare costi economici, sociali e ambientali sempre più insostenibili a sostegno di un appuntamento effimero in cambio di benefici intangibili sul medio periodo. A meno che per beneficio non si intenda lo sviluppo urbano a portata di evento e a sostegno di economie utili ad ottenere precarietà e aumento delle disuguaglianze. Tutte le edizioni recenti dei Giochi si sono concluse con costi superiori alle attese e debiti pesanti (su tutti i casi di Atene 2004 e Torino 2006).  A questo si aggiunge la consapevolezza che la crisi ambientale (e climatica) del Pianeta impone riflessioni e cambi di rotta anche rispetto ai grandi eventi sportivi, di certo (al netto della propaganda dei promotori) non alfieri di fatto dello sviluppo sostenibile.

Presentati come Olimpiadi sostenibili, a impatto zero sull’ambiente e sui bilanci pubblici, i giochi olimpici invernali del 2026 stanno già mostrando, in realtà, i loro effetti e il loro impatto più nefasto sui territori che li ospiteranno, a partire dagli ecosistemi montani. In particolare le nocività si sviluppano nella conca ampezzana e in alta Valtellina, sempre più aggredite e distrutte da un modello di turismo onnivoro di paesaggi, suolo, acque, boschi. Un territorio sacrificato reiterando un modello di consumo turistico e di pratiche sportive, lo sci in primis, che non ammette e conosce limiti allo sfruttamento del territorio e delle risorse naturali, anche a fronte degli effetti e delle conseguenze sempre più frequenti e devastanti del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici effetto del global warming. 

Parimenti dinamiche diverse, ma analoghe per l’impatto sul territorio e sulle persone, sono quelle che si stanno da anni sviluppando nell’area metropolitana di Milano, a conseguenza di un modello di sviluppo della città tutto orientato a soddisfare gli interessi dei conglomerati finanziari-immobiliari a discapito della città pubblica e del diritto all’abitare, che sta trasformando sempre più Milano in una città ostile a chi la vive (salvo se ricco) e a misura solo degli investitori, dei turisti e del consumo, anche di suolo. Il cemento continua a dominare indisturbato nonostante la pessima situazione ambientale e la altrettanto pessima qualità dell’aria che si respira. Una città sempre più lontana dai bisogni e dalle aspettative di una fetta considerevole di popolazione che a Milano quotidianamente vive, studia o lavora. Un divario destinato ad ampliarsi per via di quest’ultima crisi.

Di questi aspetti, della situazione degli ecosistemi montani e delle criticità legate alle Olimpiadi 2026 si parlerà nel Convegno del 19 novembre presso l’Università Statale di Milano, confrontandosi su questi temi con docenti universitari, ricercatori, giornalisti, alpinisti, associazioni di tutela ambientale, comitati e cittadini delle valli alpine e della metropoli, con l’obiettivo di contrastare la narrazione dominante e sviluppare un momento di informazione, elaborazione e pensiero critico, che possa essere embrione di una presa di coscienza e di attivazione nell’opinione pubblica. 

Laboratorio Politico Offtopic 

con il supporto di A.P.E. Milano e di Ecologia Politica Milano

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