Lo stress biologico che blocca il foliage

Ce ne siamo accorti tutti: la montagna nei primi giorni di novembre sta cambiando veste per ricoprirsi di quel bianco che l’accompagnerà, o almeno lo si spera, per i mesi invernali. Peccato che l’autunno con le sue giornate quasi estive ci abbia in parte traditi. Niente foliage in queste ottobrate ormai alle spalle dove il colore predominante delle foglie è un verde sbiadito o un marrone pieno di  sbruciacchiature. Attendiamo di vedere come si comporterà il Ginkgo Biloba, l’albero più antico del mondo con il suo foliage d’un giallo squillante. 

Per adesso le foglie che si depositano sui marciapiedi cittadini sono giallastre, grigie e tristi, ma che cos’altro ci si poteva aspettare dal cambiamento climatico che ci affligge? Il fenomeno in verità era stato cautamente taciuto dalle organizzazioni turistiche per le quali osservare la trasformazione cromatica dei boschi è da considerare un’esperienza spirituale, oltreché una risorsa in termini economici.

Intanto nel giro di solo un paio di giorni, nel nord Italia, si è passati dai 25°C e più di un’estate tardiva alla neve poco oltre i 1000 m di quota di un inverno inopinatamente precoce. In base a un rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale si dimostra che l’aumento medio delle temperature in Europa è doppio rispetto al resto del pianeta. Gli scienziati ritengono che il mancato foliage non possa che dipendere dallo stress biologico al quale l’ambiente naturale viene sottoposto in forza dei cambiamenti climatici in corso e delle loro imprevedibili variazioni.

Commenta la notizia.