Coppa del Mondo di sci. La neve è una chimera

La prima gara transfrontaliera di velocità di Coppa del Mondo di sci a Cervinia e Zermatt è stata annullata. “La neve è una chimera”, si legge sul quotidiano La Stampa. L’ultima perturbazione ha portato nel week end pioggia e rovinato lo strato nel tratto finale. Lo spessore è esiguo e la larghezza non è quella richiesta dalla Fis per la sicurezza degli atleti. Dopo l’annullamento del gigante femminile di Sölden e poi quello delle gare di discesa maschile di Zermatt/Cervinia che si sarebbero dovute disputare il 29 e 30 ottobre ora è arrivata l’ufficialità anche per il Matterhorn Cervino Speed Opening programmate per sabato 5 e domenica 6 novembre. Fa troppo caldo in quota e anche sparare la neve non basta. In tanti iniziano a chiedersi quale sarà il futuro dello sci…

Va preso atto che un atleta, il francese Johan Clarey, argento olimpico in discesa a Pechino, da tempo critica duramente l’appuntamento di Cervinia Zermatt che a suo dire sarebbe stato meglio sospendere ben prima. Ma ora a farlo ha provveduto il cielo dopo che anche la gara d’apertura della Coppa del mondo di sci femminile in programma sabato 22 ottobre ottobre a Soelden, in Austria, è stata cancellata. Fin dalle prime ore del mattino sulla pista del ghiacciaio del Rettenbach c’era pioggia forte mista a neve. Le condizioni  meteo non garantivano la totale sicurezza per tutte le atlete, e gli organizzatori hanno quindi deciso per l’annullamento del gigante.

La meteo ha irrimediabilmente complicato la preparazione della pista anche sulla “Gran Becca” in vista della gara transfrontaliera. Il clima più estivo che autunnale sta facendo scattare l’allarme siccità e il termometro non sembra avere alcuna intenzione di scendere. Si calcola uno scarto di circa dieci gradi rispetto alle medie stagionali. Cambiando scenario, dal fiume Po al lago di Como fino ai corsi appenninici e ai fiumi della Valle d’Aosta, chi più e chi meno, tutte le grandi risorse idriche italiane faticano. L’Adige è ai minimi del decennio, mentre il lago Maggiore è al 18,7% del riempimento. Per rendere l’idea, era il 70% nel 2021 ed il 90% nel 2020. 

Johan Clarey

“Semplicemente, penso che questa gara non abbia senso”, ha dichiarato il 41enne francese Johan Clarey a RTS Sport riferendosi a Cervinia e Zermatt. “Sono convinto che questo appuntamento non abbia un futuro, è sufficiente osservare le condizioni dei ghiacciai che peggiorano ogni anno, e questa discesa richiede enormi risorse, dall’utilizzo degli elicotteri ai crepacci da ‘tappare’. Tutto questo non va nella direzione che dovrebbe volere la FIS. Allestendo queste gare non credo si dia una buona immagine del nostro sport”. Quanti atleti la pensano come lui? E gli organizzatori che infieriscono su ciò che resta dei ghiacciai intendono fare orecchie da mercante? E fino a quando intendono farlo?

Clarey ha parlato anche di altre difficoltà nella Coppa del Mondo in programma a Cervinia, stavolta di tipo logistico. “È tutto molto complicato, serve almeno un’ora e mezza di trasferimento per il rientro in hotel da Cervinia agli impianti di risalita. Credo non abbiano pensato molto agli atleti in tal senso”. (Ser)

La situazione della neve sopra i tremila meri nelle due foto tratte dal web.

Commenta la notizia.