Letture / Disorientarsi e orientarsi con Michieli

Una guida tecnico-filosofica all’orientamento naturale. Così Franco Michieli definisce il suo nuovo libro “Per ritrovarti devi prima perderti” (Ediciclo, 235 pagine, 20 euro). Da anni Michieli, geologo, teorizza l’arte di orientarsi con la natura sulla base di esperienze vissute in vari continenti. Prendendo spunto dagli scritti di Fridtiof Nansen ciò significa lavorare assieme alle forze della natura anziché lottare contro di esse. E’ dunque dalla natura che potremo apprendere di nuovo come orientarci, non teleguidati ma rifondando uno sguardo consapevole sul mondo. Imparare a orientarsi in natura è l’inizio di un percorso di liberazione culturale che Michieli rende alla portata di tutti. È un atto a suo avviso avvincente e affascinante quello di contemplare intorno a sé una vastità, una foresta, un concatenarsi di monti, un deserto o una distesa innevata, e capire come intraprendere la propria via.

La natura rivela potenzialità dimenticate della vita a chi vi si immerge con profondo coinvolgimento e fiducia. È questo il prezioso insegnamento che Michieli ha ricevuto durante decenni di esplorazioni in numerosi ambienti – sia selvatici che antropizzati – della Terra. In questo libro l’autore offre le basi tecniche e filosofiche per far rinascere in noi uno sguardo esplorativo grazie all’orientamento naturale. Ciò vuole dire interpretare l’ambiente attraverso i sensi e le doti cognitive che possiede ciascun essere vivente, accettando che gli eventi naturali facciano la loro parte nel darci risposte e indicarci vie possibili. Il Sole, le stelle, i monti, i fiumi, le coste, i venti, la vegetazione, i suoni e molto altro fungono da bussole e da mappe, anche nella foresta o nella nebbia, se si impara a leggerli.

In ogni ricerca spiega Michieli, è possibile perdersi. Ma la perdita è temporanea quando si sa attendere con partecipazione un’apertura. Allora non solo ci si ritrova: si vive qualcosa di nuovo, potente e inaspettato che mai la strada sicura avrebbe rivelato.

In undici capitoli Michieli sviluppa ulteriormente le sue teorie esposte nel precedente libro “La vocazione di perdersi”, definito un piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti. E arriva a teorizzare perfino come orientarsi in città: un’attività che a lui, milanese doc, dev’essere sempre riuscita alla perfezione. Una bibliografia conclude questo libro a quanto pare indispensabile per non smarrire la strada come viceversa sembra che stia facendo l’intera umanità. (Ser)

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