E il lago avvisa (tramite QR Code): attenti ai cianobatteri!

Doveva capitare anche questo arrivati al traguardo degli 83 anni. Oggi si può dialogare in tempi reali con un grande lago, chiedergli come sta e ottenere risposte scientificamente valide. Succede lungo la ciclopedonale che circonda il Lago di Varese (in lombardo lagh de Vares) situato ai piedi delle Prealpi Varesine con una profondità media di 11 m e massima di 26 m, mentre la superficie è di 14,95 km².  Un tabellone attira l’attenzione dell’escursionista con la scritta “Non c’è alga che tenga”. Osservando meglio si apprende che la qualità delle acque sta migliorando. E che le alghe non sono altro che un fenomeno naturale da tenere monitorato. Più sotto l’invito a inquadrare il QR Code (acronimo per “Quick Response Code”, codice a risposta veloce) per sapere come sta il lago. 

Ormai niente può più sorprendere anche il turista più sprovveduto. Subito si inquadra il codice a barre bidimensionale nello smartphhone,lo stesso usato per conoscere il menu del ristorante, per sapere se il Covid ci ha contagiato e per mille altre ragioni. Dunque inquadriamo. Perbacco, funziona. Le sezioni, suddivise per tematica, contengono approfondimenti sulle caratteristiche tipiche del lago e sui colori delle sue acque, riportano i dati provenienti dai sensori installati sulla boa, i dati del monitoraggio della qualità delle acque, le immagini provenienti dal telerilevamento, e altri dati aggiornati periodicamente.

Uno scorcio del lago di Varese apparentemente in sofferenza…

Come sta allora il lago? Qualcosa a quanto pare non va. La presenza di determinate alghe o cianobatteri viene considerata “un problema sanitario emergente”.  A elevate concentrazioni, si possono infatti produrre cianotossine con effetti tossicologici. E vabbe’, può bastare questo avviso per far passare la voglia di tuffarsi. Del resto la balneazione è ormai fuori stagione. (Ser)

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