Emergenza climatica e ritardo culturale

L’emergenza climatica, la necessità di tagliare le emissioni di CO2 per abbassare la febbre della Terra sono stati temi appena sfiorati dalla campagna elettorale. Solo una quasi trascurabile percentuale delle dichiarazioni dei leader politici si è concentrata sul riscaldamento globale, a detta degli scienziati la maggiore crisi globale a cui l’umanità si sia mai trovata di fronte, e sulle misure per arginarlo. “C’è un ritardo culturale nella maggior parte della classe politica italiana” si rammarica Angelo Bonelli, uno dei due portavoce del partito ecologista Europa verde, una formazione creata nel 2021 e alleata di Sinistra italiana. “La nuova legislatura sarà decisiva per sapere se l’Italia affronterà sul serio la questione della transizione ecologica”, osserva Filippo Sotgiu, portavoce nazionale del movimento Fridays for Future. 

Il ritardo culturale risale alla notte dei tempi. Poco più di trent’anni fa, quando già si parlava di medioevo prossimo venturo, i climatologi e i geologi erano in possesso di scarsi elementi di valutazione e di previsione. Nei bacini di raccolta, come si legge in pubblicazioni di quegli anni, erano presenti alla vigilia dell’estate masse di neve come non se ne vedevano da tempo e si riteneva ingenuamente che una primavera normale e un’estate non torrida potessero “normalizzare” il clima. Il rigore scientifico che dovrebbe guidare la ricerca glaciologica obbligò curiosamente gli studiosi a non andare oltre creando apprensione e sfiducia.

Qualcuno suggerì di guardare le montagne e i ghiacciai con un occhio più attento. Ma non sempre fu così, gli studi segnarono il passo e del ritardo culturale si fanno oggi le spese a tutti i livelli. (Ser)

Un pensiero riguardo “Emergenza climatica e ritardo culturale

  • 01/10/2022 in 09:40
    Permalink

    Pienamente d’accordo, caro Roberto. Giornalmente parli di clima, ambiente, di ECOCIDIO DEL PIANETA. Chi ascolta? Non interessa a nessuno, si pensa solo al dio denaro. IO, illuso perdente, ci provo ancora, con nessun risultato. Giorni fa ho scritto al PRESIDENTE DEL PARCO DELLA MAIELLA, per un evento di musica in quota. NESSUNA RISPOSTA! COSI’ IL CAI… TUTTO TACE! Ho cercato di coinvolgere le più importanti associazioni ambientaliste per le nuove costruzioni quasi sulla sabbia a Francavilla al mare… NESSUNA RISPOSTA! Per non parlare delle DOLOMITI PATRIMONIO UNESCO E TUTTO QUELLO CHE SFRUTTANO ANCORA LA MONTAGNA MORIBONDA. E’ così. Però, ogni tanto, l’ambiente si sveglia… E vediamo cosa succede.

    Risposta

Commenta la notizia.