Droni molesti / La denuncia della Guardia di Finanza

A rendere complicato l’andare in montagna e il goderne si sono messi da tempo anche i droni. “Tre Cime di Lavaredo, fa volare un drone mentre sta atterrando l’eliambulanza: denunciato” titola in questi giorni il quotidiano “L’Adige”. Durante un intervento d’urgenza dell’elicottero, una persona è stata colta sul fatto dagli agenti del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Auronzo di Cadore (Belluno), in uno dei luoghi più celebrati e frequentati delle Dolomiti. E’ stata denunciata poiché durante le operazioni di atterraggio dell’eliambulanza al rifugio Auronzo, sulle Tre Cime di Lavaredo, faceva volare un drone. Tra l’altro il tipo era senza la necessaria registrazione del codice Qr, dell’assicurazione e dell’abilitazione.

Ma perché stupirsi? Con gli onnipresenti droni occorre sempre più fare i conti. Portatori di vita o di morte? Spediti in cielo per soccorrere chi va con urgenza tratto in salvo o per annientare, sia pure accidentalmente, chi è impegnato in azioni di salvataggio? Il dilemma si originò tempo fa in seguito a una notizia apparsa domenica 10 gennaio 2021 sullo stesso quotidiano L’Adige. Si riferiva a una tragedia sfiorata nella notte di Capodanno. Il colpevole? Un drone non identificato che i piloti di un elicottero dei vigili del fuoco – in volo per un soccorso a seguito di un incidente stradale – sono riusciti a evitare all’ultimo istante. 

Venendo all’episodio più recente, nella zona all’estremo nordest della provincia bellunese sono state diverse – segnala la Finanza – le occasioni in cui sono stati segnalati droni pilotati da utenti non professionisti per puro svago e divertimento, in violazione delle norme che regolano il settore. Questi apparecchi, anche se di categoria mini o midi e di dimensioni relativamente piccole, se utilizzati in maniera incauta e senza un’adeguata conoscenza della normativa di riferimento, possono causare gravi danni ad altri aeromobili in volo mettendo in pericolo la sicurezza e l’incolumità delle persone. 

L’altra faccia del drone, quella annunciata come un’importante svolta nella medicina di montagna, riguarda invece i droni per trasportare i DAE (defibrillatori portatili) con maggior sicurezza e minor costo di gestione dei vari interventi di soccorso. “Sicuramente si tratta di un campo della medicina d’urgenza destinato a espandersi, ricco d’inedite applicazioni e novità”, riferì il dottor Giancelso Agazzi in una corrispondenza apparsa in MountCity. Va ribadito che, se usati senza criterio, questi piccoli velivoli possono fare del male, e anche il dilettante deve avere ben presente la loro pericolosità. A nome degli equipaggi dell’elisoccorso e di tutti coloro che volano, la raccomandazione è di usarli nel modo corretto perché un gioco non si trasformi in tragedia. (Ser)

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