La faccia inguardabile dei ghiacciai

La liquefazione dei ghiacciai svizzeri ha rivelato segreti macabri e inaspettati: resti umani, oggetti e i rottami di un aereo intrappolati nel ghiaccio per oltre 50 anni. Queste scoperte sono destinate a moltiplicarsi nei prossimi anni. Lo afferma Robert Bolognesi, esperto di scienze della neve. Nella foto tratta da RSI News il team guidato da Matthias Huss, a sinistra, al capezzale del Gries (Keystone)

All’inizio di agosto alcuni escursionisti hanno rinvenuto delle ossa umane sul ghiacciaio del Chessjen, nel Canton Vallese. Una settimana prima, un altro corpo era stato trovato sul ghiacciaio dello Stockji, vicino alla località turistica di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. All’inizio di settembre, la polizia cantonale vallesana ha trovato dei resti umani sul ghiacciaio di Corbassière, nella valle di Bagnes.  Ma non è tutto. Durante la prima settimana di agosto, una guida alpina ha scoperto i rottami di un aereo precipitato una cinquantina di anni fa sul ghiacciaio dell’Aletsch, vicino alle cime della Jungfrau e del Mönch.  Un’analisi più accurata ha rivelato che si tratta dei resti di un piccolo aereo Piper Cherokee precipitato nella zona il 30 giugno 1968 con a bordo un insegnante, un medico e suo figlio, tutti originari di Zurigo. I corpi furono recuperati subito dopo l’incidente, ma non i rottami.

“Il cambiamento climatico aumenta lo scioglimento dei ghiacciai e ne accelera il movimento”, ha dichiarato alla Televisione pubblica svizzera di lingua francese RTS Robert Bolognesi, scienziato della neve e direttore di Meteorisk. “Quindi i corpi si sposteranno più rapidamente verso la base del ghiacciaio”. 

Con l’assottigliamento e il ritiro dei ghiacciai svizzeri, spesso emergono anche rari oggetti archeologici intrappolati nel ghiaccio, come archi in legno del Neolitico e punte di freccia in quarzo. Le autorità vallesane dispongono di uno speciale servizio archeologico che raccoglie e studia i reperti. E’ stato anche sviluppata un’applicazione per smartphone (IcewatcherLink esterno) al fine di incoraggiare la popolazione a segnalare qualsiasi oggetto insolito avvistato in montagna o sui ghiacciai. 

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