Cantiere d’Ampezzo, la colata del cemento

Per gli italiani, prima ancora che per i loro politici, la montagna non esiste. E’ soltanto una lunga striscia di montagne in mezzo al mare. Ma forse in tempo di campagna elettorale anche la montagna può venir buona. Nelle pagine dei quotidiani più letti e diffusi, perlomeno. Sabato 3 settembre “Il Fatto Quotidiano” ha rilanciato con un paginone un suo cavallo di battaglia, le controverse olimpiadi Milano Cortina 2026 di cui si è appena pubblicato il masterplan delle opere approvato dal Veneto leghista. Sono previsti, a quanto si legge sul “Fatto”, 50 progetti tra bacini artificiali, parcheggi e gallerie: tra questi 5 (tangenziale, villaggio atleti & C) in aree a rischio idrogeologico. E in pieno patrimonio Unesco. 

La “sparata” è supportata dal titolone su due pagine “Cantiere d’Ampezzo: con i Giochi ecco il cemento”. La colata, viene precisato in un box, comprende la pista da bob (85 milioni di euro), il Villaggio Olimpico di Fiames, l’eliporto pure di Fiames, la ricostruzione del Palaghiaccio, la ristrutturazione del trampolino di salto del 1956. A leggere l’attacco del pezzo di Giuseppe Pietrobelli c’è da mettersi le mani nei capelli. “L’immagine dal drone”, si legge, “è impressionante. L’enorme sbancamento a cielo aperto di Col Druscié, sotto l’immensa bellezza della Tofana, è uno sfregio immondo, un’eredità lasciata dal Mondiale di Sci del 2021”. 

Questi non sono soltanto affari di Cortina e della Regione Veneto che ha prodotto il masterplan insieme con la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina. La colata di cemento sulla “regina delle Dolomiti” riguarda tutti gli italiani. Non c’è angolo del Belpaese da dove non si scorga qualche vetta. Dalla laguna di Venezia, nelle belle giornate, si enumerano le cime delle Dolomiti. La Calabria è un promontorio rupestre. Le due isole maggiori sono grandi scogli. L’Etna quando c’è neve è un paradiso dello sci alpinismo e le isole minori sono cime di vulcani le cui pendici sprofondano nell’azzurro mare. Ma gli italiani hanno sempre voltato le spalle alle montagne. Stando sulle “sacre sponde” si credono un popolo di mare. Di conseguenza i grandi giornali sempre meno si occupano di montagne a meno che non ci siano ragioni politiche per farlo come nel caso dei Giochi di Cortina sostenuti dal Veneto leghista. 

Le proteste per gli sprechi di Cortina e gli oltraggi al suo patrimonio naturale raramente arrivano ai grandi quotidiani. Eppure il 24 ottobre a Cortina si sono trovati 52 comitati e associazioni accanto a circa 400 cittadini, provenienti da diverse Regioni, per esprimere un deciso no a determinate opere che faranno da contorno alle Olimpiadi invernali. Contrarietà è stata espressa anche nei comunicati di Cipra Italia in cui si ribadisce che il territorio alpino, per le sue caratteristiche di area sensibile, non è adatto a ospitare grandi manifestazioni sportive come le Olimpiadi invernali.

C’è, sì, una moda naturistica o salutistica della montagna ma è l’alternativa, l’eccezione: la settimana bianca o verde nella natura come aperitivo delle vere vacanze, quelle al mare. Ma al di fuori di agosto o di Natale, e ad eccezione di qualche pianura qua e là, la montagna italiana rimane faticosa, franosa, vuota. In una parola, inesistente. Sul Messaggero Veneto qualche tempo fa il bravo Andrea Zannini propose di abolirla la montagna, dal momento che per tanti, giornali importanti compresi, non esiste. (Ser)

L’articolo dedicato dal “Fatto Quotidiano” al masterplan dei Giochi. In apertura un aspetto delle proteste ambientaliste.

One thought on “Cantiere d’Ampezzo, la colata del cemento

  • 04/09/2022 at 17:47
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    io, tu, 400 creduloni, il CIPRA, non siamo nessuno. SIAMO I SOLITI ROMPISCATOLE! Regione, provincia, comuni, spalleggiati dagli imprenditori di alberghi, luna park, impianti di risalita, affittacamere, ecc., fanno quello che vogliono. Dovrebbero parlare LE OTTANTA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, IL MINISTRO, DELL’AMBIENTE… O COME SI CHIAMA ORA…! MA TUTTO TACE, IL DIO DENARO COMANDA! EVVIVA!

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