Rifugi / Il nuovo Pedrotti, un faro nelle Dolomiti

Un grande faro nella facciata, il tetto rosso per essere visibile anche dall’alto: queste due innovazioni del nuovo rifugio Pedrotti alla Tosa nel cuore delle Dolomiti di Brenta. La struttura che ospitò il re alpinista Alberto del Belgio e fu teatro delle esibizioni arrampicatorie del ragno delle Dolomiti Cesare Maestri è di proprietà della Società Alpinisti Tridentini che ha presentato il progetto il 30 agosto nella sede dell’Ordine degli architetti di Trento. Demolire e ricostruire oppure ristrutturare, ci si chiese dieci anni fa. Alla fine la scelta della Sat è stata quella di ristrutturare il rifugio che nel corso degli anni è stato oggetto di singoli interventi di manutenzione ordinaria. Tra i sessanta progetti, ha vinto l’idea di Stefano Pasquali, Samantha Minozzi, Alberto Stangherlin e Andrea Moser: aumento di cubatura del 5%, costo vicino al milione, posti letto invariati.

“Siamo partiti dall’idea del rifugio come riparo e sempre ben visibile agli escursionisti, un ‘faro di montagna’ che sia un punto di riferimento” osserva Pasquali, capogruppo della squadra di lavoro vincitrice del concorso. “La via intrapresa da Sat”, spiega la presidente Anna Facchini, “è stata quella di avviare una procedura di concorso di progettazione, intesa come occasione di confronto di idee e di esperienze, di apertura a nuovi fermenti culturali, a innovazioni tecniche e tecnologiche, coinvolgendo i competenti servizi Provinciali del Turismo e gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri. E’ la prima volta che la Sat dà avvio a un concorso di progettazione per rinnovare un rifugio”.

Il progetto sarà reso definitivo entro la fine dell’anno per iniziare i lavori già durante la prossima stagione.  E’ visibile sul sito www.concorrimi.it.

Il popolare rifugio com’è attualmente e, in apertura, come diventerà. I lavori si inizieranno l’anno prossimo.

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