Targa “erratica” per Castiglioni ai piedi del Crozzon

Storico compagno di cordata di Bruno Detassis, l’eroico Ettore Castiglioni è citato come Giusto tra le Nazioni (per avere portato in salvo oltre il confine italo-svizzero numerosi perseguitati per motivi politici e razziali) nella targa “erratica” consegnata al rifugio Brentei. Qui la cerimonia della consegna ai piedi del Crozzon nel racconto di Laura Posani, vice presidente della Società Escursionisti Milanesi di cui Castiglioni fece parte.

E’ il 21 agosto, data fissata per il passaggio  di mano della Targa “erratica“ ideata per onorare la persona di  Ettore Castiglioni, l’uomo, l’alpinista, e il suo spirito umanitario e libero. La storia di questa targa è molto bella, nasce da un’idea di Paolo Vita professore di scienze umane di Imola, nativo di Ruffrè, lo stesso paese che il 28  Agosto del 1908 diede i natali a Castiglioni, in un albergo della Mendola.

Le mani sono quelle di Sergio Martini, accademico  del CAI ed alpinista di fama internazionale, che l’hanno  consegnata in quelle di Luca Leonardi Guida Alpina e Gestore del Rifugio Brentei. Fanno da cornice le dolomiti di Brenta con lo spettacolare Crozzon. 

La cerimonia avviene davanti alla bella chiesetta in pietra, le sonorità sono quelle del Coro di San Romedio che ha fatto da punteggiatura armonica tra un intervento e l’altro dei presenti che in qualche modo hanno incrociato le gesta di Castiglioni contribuendo a darne la meritata visibilità.

Paolo Vita, catalizzando intorno a sé figure importanti nel mondo dell’alpinismo e del sociale, nel 2018 ebbe l’idea di istituire questa targa che cita Ettore “Nino” Castiglioni come Giusto tra le Nazioni, a 110 anni dalla sua nascita.

Questa iniziativa è stata anche la risposta civile alla discutibile e ingiustificabile scelta dell’allora Amministrazione Comunale e del Sindaco del paese di Ruffrè che nel settembre del 2018 negarono la posa di una statua in memoria di Castiglioni che, come la storia racconta, contribuì a portare in salvo oltre il confine  italo-svizzero numerosi perseguitati per motivi politici e razziali. Episodio oltremodo esecrabile se si pensa inoltre che proprio nel 2018 ricorrevano ottant’anni da quando vennero sancite dal regime fascista le leggi  razziali, leggi che videro epurare tra gli altri anche i soci CAI non appartenenti alla razza ariana.

A questo  proposito è giusto ricordare che durante i lavori del Convegno nazionale dei Delegati CAI tenutosi quest’anno a Bormio, le centinaia di convenuti  in rappresentanza delle centinaia di Sezioni distribuite su tutto  il territorio italiano, hanno votato all’unanimità una  mozione che “impegna il Sodalizio a riconoscere la propria  responsabilità nell’aver dato allora continuità all’odiosa politica razziale fascista“ e nell’attuale “si impegna alla riammissione formale nel Sodalizio di chi fu allora vergognosamente  espulso” .

Tornando alla nostra targa, perché “erratica“ ? Perché viaggia e viaggerà per far conoscere la storia che ci  sta dietro, quella di  Ettore e di quelli che furono gli anni che seguirono l’8  settembre del  ‘43, con le  gesta  di  donne ed  uomini che, ognuno secondo le proprie possibilità, fecero qualcosa per porre rimedio alla follia  della guerra e dell’odio, anche a costo della vita, proprio come Castiglioni la perse quel 12  marzo del 1944.

Il primo luogo d’accoglienza della targa è stato Tregnago (VR) dove la famiglia possiede una casa di  campagna  e dove Ettore soleva trascorrere lunghi mesi definendo il luogo “la mia casa “. La sezione di Tregnago è intitolata al suo nome.

La targa è poi passata dalle mani dell’allora Presidente Roberto Piccoli a quelle di Sergio Martini nel corso del Convegno degli Accademici del CAI tenutosi questo maggio a Feltre; durante i lavori del Convegno tra i vari interventi vi è stato quello di Paolo Vita su “Castiglioni giusto dell’umanità“.

Il 21 maggio, come già detto, la targa passa a Luca Leonardi e campeggerà per qualche tempo sopra la  porta d’entrata del Rifugio Maria  ed  Alberto ai  Brentei. L’elenco di chi sarà il destinatario dei prossimi passaggi è lungo, molti sono i candidati ad accoglierla. 

Tra questi la SEM (Società Escursionisti Milanesi) che per prima è intervenuta a parlare su invito di Paolo Vita. Il Presidente Roberto Crespi ha ricordato che un giovanissimo Castiglioni attese di raggiungere il traguardo del diciottesimo anno d’età per potersi iscrivere alla SEM, al suo interno svolse la sua  eccezionale  attività alpinistica, fu istruttore di alpinismo e contribuì a realizzare il  primo corso di roccia presso il Rifugio Omio della SEM, oggi siamo arrivati alla 67esima edizione. Non meno importante fu il suo apporto  intellettuale, fondamentale il suo contributo all’interno del  periodico della SEM “Le Prealpi“.

Crespi ha illustrato il ruolo che la SEM ha ormai da molti anni nel valorizzare la figura di Castiglioni, a cominciare dai  numerosi  studi ed approfondimenti storici eseguiti dai soci Gianfranco Fava ed Enrico Barbanotti che è anche il responsabile della biblioteca SEM intitolata a Ettore.

Presso la SEM è inoltre presente una mostra permanente a lui dedicata, mostra itinerante poiché è stata più volte imprestata ed allestita presso i Rifugi che ne hanno fatto richiesta oppure in occasione di cerimonie commemorative, come quelle del 2014 a settant’anni dalla sua morte .

Paolo Vita, ideatore della “targa erratica” per Castiglioni, interviene durante la cerimonia alla chiesetta del Brentei. In apertura i ritratti di Castiglioni e Detassis, al centro, sono sorretti da Roberto Piccoli e Sergio Martini, gloria dell’alpinismo mondiale. Nel gruppo da sinistra Zazie Piva, Laura Posani, Piccoli e Martini, Paolo Vita, Luca Leonardi. Le foto sono di Michele Vita.

Crespi ha inoltre ricordato che nell’ambito dell’iniziativa che vuole far sorgere in diverse città europee un  giardino dedicato ai giusti dell’umanità, il primo ad essere inaugurato è stato quello al Monte Stella, alla  presenza dei rappresentanti del CAI Milano, del Comune di Milano e della SEM dove il primo albero ad essere piantato è stato quello dedicato a Castiglioni.

Dopo un nuovo contributo del Coro di San Romedio la parola è passata a Claudio Rossi della SMALP di cui  Castiglioni fu  come lui ufficiale Istruttore. Rossi ha sottolineato il ruolo formativo dei cinque mesi di corso  intensivo a cui anche Castiglione fu sottoposto.

E’ intervenuto poi Andrea, nipote di Bruno Detassis, storico compagno di cordata di Ettore Castiglioni: la mitica  cordata Ettore-Bruno oppure  Bruno-Ettore a seconda  della località di  montagna in cui si trovavano. Andrea ha ricordato il  comune  denominatore che  ha unito   due  persone  così  diverse  per  estrazione  sociale  e  culturale :  l’amore  per  la  montagna  e l’integrità  morale.

Una presenza  particolarmente evocativa è stata quella del pronipote  di Castiglioni, Luigi Galletto che ha  parlato dei dieci piccoli libretti scritti da Castiglioni fitti  fitti, con una grafia quasi dattiloscritta in cui è racchiusa  tutta la storia della sua vita e di cui solo una parte è stata pubblicata, a quaranta anni dalla sua morte, ne  libro  “Il giorno delle Mésules. Diari di un alpinista antifascista“.

A testimonianza dell’affetto e della stima nei  confronti di Castiglioni sono state numerose le presenze sia  a livello personale che in rappresentanza : gli  amici di  Ruffrè, gli Alpini, le  Sezioni CAI di Genova, Feltre,  Sesto Fiorentino, la Sat di Madonna di Campiglio e di Fondo , la S.O.S.A.T. il Geopark  Adamello e Brenta  ed ancora la Fondazione Angelini con Corrado  Angelini medico  alpinista  e neurologo  di  chiara  fama  e  l’Associazione ONLUS Giuliano de Marchi per il Nepal. 

A nome di quest’ultima è intervenuta Zazie Piva che ha  raccontato le  opere compiute, portate a termine ed ancora in essere, da parte dell’Associazione ONLUS intitolata a Giuliano, medico e alpinista di Belluno,  fondata nel  2009, anno della sua  scomparsa. Davvero lungo  è l’elenco degli interventi che l’Associazione  ha realizzato in questi anni, sia in campo sanitario che sociale che in termini di ricostruzione dei villaggi, soprattutto dopo il terremoto del 2014. Una delle ultime iniziative  portate avanti in collaborazione con la  ONLUS  “Maniverso”  è aver fornito 1500 paia di occhiali ad altrettanti bisognosi contribuendo al progetto che  vuole  portare  un  aiuto a quella parte di umanità che non ha accesso alle cure ed ai presidi correttivi.

L’organizzazione della  giornata per Castiglioni, sotto la supervisione di Sara Barbacovi e Paolo Vita,  ha  deciso di devolvere parte degli introiti del pranzo all’Associazione Giuliano de Marchi. 

Un appuntamento quello del 21 Agosto che raccoglie intorno a sé ogni testimonianza di umanità, di valori e di buon esempio e ci  ricorda, per  voce di Paolo Vita, che la  democrazia e la libertà non devono mai  essere dati per scontatti. Sulle note di “Signore delle cime”, dopo la lettura di una poesia di Paolo Cirillo, si è conclusa una giornata  che ha toccato tutti, un’altra tappa di un lungo viaggio.

Laura  Posani  

Vicepresidente Società Escursionisti Milanesi

La conca di By in Valpelline dove Ettore Castiglioni mise in salvo nel 1943 centinaia di antifascisti, tra i quali Luigi Einaudi, ed ebrei perseguitati. (Ph. Serafin/MountCity)
Un “Giusto” dell’Umanità

Ettore Castiglioni ha in realtà ricevuto il riconoscimento di “Giusto dell’Umanità” attribuito dal Comune di Milano che lo ha inserito nell’elenco virtuale dei “Giusti” nel memoriale del Monte Stella. A Castiglioni, proposto anche quale “Giusto” dal CAI di Seveso e dalla SEM, sono stati dedicati nel 2016 un cippo e una quercia nel parco delle Groane nei pressi di Milano come è stato riportato a suo tempo da Lorenzo Dotti in MountCity.

One thought on “Targa “erratica” per Castiglioni ai piedi del Crozzon

  • 02/09/2022 at 10:40
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    Dalle ultime approfondite ricerche relative alla registrazione recuperata della nascita, risulta che Ettore Castiglioni è nato a Ruffré un una casa identificata, della quale non se ne può fare menzione per la riservatezza imposta dal rispetto della privacy.
    Inoltre, l’accompagnamento dei perseguitati politici e razziali alla Fenètre Durand , è avvenuto solo dal sedici settembre all’otto ottobre 1943, quando è stato arrestato e carcerato fino al consecutivo undici novembre. Successivamente, per lo scioglimento del gruppo del Berio avvenuto in sua assenza non è stato più possibile, nonostante i tentativi di ricostituzione coinvolgendo le conoscenze che aveva al CAI di Torino e Milano.

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