Poesie / La leggenda di “Poca Roba” 

Remigio Biancossi (1917 – 2003), il “vecchio prete di montagna” di Valle Antrona e Bognanco scrisse una trentina di libri di poesie e prose nei  quali racconta le bellezze della natura alpina e un mondo rurale capace di ridere di se stesso. Paolo Crosa Lenz offre questa poesia di Biancossi nel suo quaderno ossolano denominato “Lepontica”.

In valle Vigezzo 

c’é un piccol paese, 

vicino al Melezzo, 

con gente cortese: 

Zornasco si chiama; 

qui nacque una storia, 

non priva di gloria.

Allora il curato 

un ciuco teneva 

che un po’ malandato 

a stenti reggeva 

le dure fatiche; 

per far molta strada, 

si sa ci vuol biada…

Al ciuco affamato, 

gloriosa la gente,

un nome azzeccato

gli diede, sapiente; 

e fu: «Poca Roba». 

O caro asinello, 

che nome a pennello!

Un giorno il pievano 

discende a Novara; 

da bravo cristiano 

in Curia prepara 

la Visita Sacra 

e mette a puntino 

persin lo spuntino.

«Quel giorno, Eccellenza, 

fagiano, salame? 

O fa penitenza?

non faccia poi fame!». 

«Per me? poca roba: 

Curato, il Signore 

Vuol fede ed amore».

E viene ammazzato 

per Sacra Eccellenza 

il ciuco affamato; 

la grama esistenza 

finisce in ragù: 

c’é qualche ghignetto, 

ma tutto é perfetto… .

Il Vescovo parla 

tra piatti asinini; 

nessuno più ciarla, 

qui regnan gli inchini. 

Gli chiede il curato 

con voce amorosa:

«ancora qualcosa?».

«Oh, basta, pievano, 

tre volte ne ho preso… 

che piatto montano! 

ma il ventre ben teso 

detesta il Signore: 

lo dicon i Santi, 

invitti giganti».

Ma dopo un mesetto 

il prete scompare 

da quel paesetto 

e senza gridare, 

per altra parrocchia, 

in cieca ubbidienza 

a Sacra Eccellenza.

Addio paese 

sorgente dai prati, 

con gente cortese 

con ciuchi ammazzati 

per un malinteso! 

addio Vigezzo! 

addio Melezzo!

Castigo tremendo 

dal giorno sì infausto, 

nessun reverendo 

né ciuco da basto 

resiste in parrocchia; 

e voi ci credete? 

leggenda da prete.

Remigio Biancossi

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