Letture / Sulle montagne sacre con Messner 

“Le montagne degli dei” è il titolo del nuovo libro che Reinhold Messner ha dato alle stampe con lo storico Ralf-Peter Martin, in questi giorni in distribuzione in Italia da Corbaccio (260 pagine, 22 euro). L’editore lo definisce “un viaggio incantato sulle montagne sacre del mondo”. Vengono passati  in rassegna Sinai, Ol Doinyo Lengai, Himalaya, Kailash, Belucha, Gunung Agung, Fujiyama, Ayers Rock, San Francisco Peaks, Licancábur, Juval. Dall’Egitto al Giappone, dal Nepal all’Australia, dall’Arizona al Cile dall’Indonesia all’Europa,  per Messner salire una montagna è prima di tutto un’impresa spirituale.

“Dal momento in cui l’uomo ha comin­ciato a interrogarsi sulla propria origine e su quella del mondo intorno a lui”, spiega il re degli ottomila, “le sue riflessioni si sono estese anche alle cime e alle catene montuose. L’idea che fossero sorte dal nulla era impensabile per la maggior parte dei popoli primi­tivi, che cercavano spiegazioni e se le davano attraverso i miti più disparati, ma tutti accomunati dallo stesso timore reverenziale nei confronti della natura, la natura divina di questi ‘monumenti’ antichissimi, dimora di divinità buone e cattive. La montagna al centro, imma­gine della paura metafisica dell’uomo di fronte alla fine e allo stesso tempo immagine della sua hybris.»

In piena sintonia con culture e tradi­zioni millenarie, Messner ha sempre concepito la montagna come un’esperienza che va ben oltre il ge­sto sportivo, per quanto estremo, e che coinvolge lo spirito così come il fi­sico. In questo libro, storie, miti, salite si mescolano in un racconto evocativo e illustrato da splendide fotografie che restituisce al lettore l’immagine di un ambiente incantato e grandioso

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