Letture / L’avventura della scienza in montagna

L’attività scientifica e di ricerca è stata, a partire dal XVI secolo, uno dei motivi principali per l’esplorazione dell’ambiente montano. Non a caso, la lunga e difficile storia delle imprese alpinistiche ha coinciso con l’altrettanto complessa evoluzione delle conoscenze fisiologiche sull’esposizione all’alta quota. Il libro “Sfiorare il cielo” (Club Alpino Italiano) ripercorrendo le avventurose osservazioni scientifiche del passato in territori impervi, si propone nella duplice veste di breve compendio per la comprensione della risposta adattiva dell’organismo umano all’alta montagna e di agile guida per una corretta e salutare frequentazione dell’ambiente alpino.

Giuseppe Miserocchi

Attraverso la narrazione di tre fondamentali conquiste alpinistiche – del Monte Bianco, della Punta Gnifetti al Monte Rosa e dell’Everest – il lettore viene introdotto alle più importanti scoperte in ambito medico-fisiologico, acquisendo indicazioni e suggerimenti utili per vivere appieno l’esperienza del trekking e dell’arrampicata e prevenire complicazioni che potrebbero sorgere in quota. Sarà dunque un itinerario tra passato e presente, tra storia e medicina, senza tralasciare le infinite emozioni che l’altitudine sa suscitare, capace di arricchire il patrimonio di conoscenza dei numerosi frequentatori della montagna.

Giuseppe Miserocchi ha insegnato Fisiologia a generazioni di studenti di Medicina all’Università di Milano. Allievo del professor Rodolfo Margaria, ha ereditato la direzione della Scuola di Specialità in Medicina dello Sport presso l’Università di Milano, un incarico che ha ricoperto per oltre un decennio. 

Fin da giovane, Miserocchi ha arrampicato nella zona del Monte Bianco. Nel 1973 ha partecipato come fisiologo alla spedizione italiana all’Everest, esperienza che gli ha dato l’opportunità di fondere pienamente la sua passione alpinistica con i suoi interessi scientifici. È autore di numerosi volumi e articoli, su riviste internazionali, riguardanti la risposta adattiva dell’apparato cardiorespiratorio all’aumentata richiesta di ossigeno sia durante l’attività sportiva sia a seguito dell’esposizione all’alta quota.

Commenta la notizia.