Lago Maggiore / La sete che divide lombardi e ticinesi

Per fronteggiare la drammatica crisi idrica nel Nord Italia, la Lombardia ha chiesto al Canton Ticino di rilasciare parte delle riserve dagli invasi alpini. Ma sostanzialmente Bellinzona ha risposto picche. Questo si legge nel notiziario RSI News del 22 giugno. La richiesta degli italiani è volta a garantire l’attività delle imprese agricole e delle centrali idroelettriche lombarde. Da parte sua il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi ha però osservato che sulle montagne elvetiche non vi sono sufficienti riserve a causa della siccità.

A sua volta Meucci Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume, ai microfoni della RSI si è rivolto alla Confederazione, chiedendo “agli amici svizzeri di sostenere con un principio di cooperazione e sussidiarietà attraverso i laghi e gli invasi alpini il livello del Lago Maggiore. Se dovesse abbassarsi ancora va in crisi il lago stesso e tutto l’arco del Po che è sotteso al Ticino”.

Sullo sfondo resta la vertenza italo-svizzera riguardante i livelli estivi del Verbano che a sud si vogliono innalzare per prevenire emergenze idriche mentre la Confederazione, che chiede da tempo di essere coinvolta nella gestione del problema, si oppone per motivi ambientali e turistici (arretramento delle spiagge e dei biotopi).

 “Siamo tutti nella stessa situazione”, spiega Gobbi, “tutti siamo davvero con poca acqua. Il problema esiste, e non è solo ticinese. Del resto, basta guardare sulle montagne per capire dove è il problema. Inoltre, non ci sono grandi riserve nelle dighe, bisognerà quindi trovare soluzioni più a valle poiché non ci sono riserve sulle nostre montagne”.

In futuro si potrà tenere il lago più alto in primavera per accumulare maggiori riserve? “È una discussione eterna”, risponde Gobbi. “Abbiamo discusso spesso del lago troppo alto che provocava problemi al turismo, quest’anno il problema è inverso: abbiamo quindi chiesto, finora non ci è mai stata riconosciuta questa possibilità, di poter partecipare a una gestione comune del Lago Maggiore”.

Va ribadito che il rischio innalzando il livello del lago è quello di perdere metri di spiagge; proprio per questo è in corso una sperimentazione che si concluderà nel 2026 e permetterà di capire gli effetti di un effettivo innalzamento del livello del Lago Maggiore. L’idea è di innalzarlo appunto in primavera, per accumulare più acqua per far fronte a eventuali problemi di siccità in estate. Ammesso e, purtroppo, non concesso che la meteo faccia la sua parte.

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