L’avanzata delle e-bike nelle aree protette 

Le aree protette piemontesi hanno visto arrivare sui loro sentieri nuovi ciclisti e alcune di loro si stanno impegnando in proposte turistiche ad hoc. L’avvento delle ebike spinge gli enti a regolare in modo stringente l’attività. Sono aumentate negli ultimi decenni, ma il loro numero sembra destinato a crescere ancora. I guardiaparco vedono i ciclisti percorrere i sentieri esistenti e aprirne di nuovi, spingendosi anche su terreni impervi. Dopo l’esperienza del confinamento domestico a causa della pandemia, inoltre, hanno cominciato a muoversi in gruppi, soprattutto famigliari, inoltrandosi nei parchi più vicini ai grandi centri urbani. Non si tratta dell’invasione di una nuova specie animale, ma dell’aumento consistente di una categoria di fruitori, quella dei ciclisti, nelle aree protette piemontesi. 

La crescita della loro presenza è diventata sempre più evidente, stando alle testimonianze di chi lavora per gli enti parco, e ciò accresce la popolarità delle aree protette, aprendo la strada anche a problemi legati alla convivenza tra fruitori e alla compatibilità di tale attività con le esigenze di tutela della flora e della fauna. C’è chi sta lavorando per attirare i cicloturisti nelle aree protette. A marzo, alla Fiera del cicloturismo di Milano, il Comune di Cuneo ha portato l’e-book ‘Cuneo e dintorni in bicicletta’, uno dei volumi nati dalla collaborazione tra diverse aree protette. L’e-book è una guida scaricabile dal sito Bikeitalia.it, realizzata grazie al progetto Patrim che vuole incentivare lo sviluppo della destinazione eco-turistica delle Alpi del Mediterraneo. Patrim ha previsto la realizzazione di un’altra guida scaricabile in rete: “Le Alpi del Mediterraneo in bicicletta”. 

Il progetto rientra nell’ambito del Piano Integrato Territoriale Alpimed, cofinanziato dall’Unione Europea con il Programma Interreg Va Italia Francia Alcotra 2014-2020. La realizzazione degli e-book è stata coordinata dal Parco fluviale Gesso e Stura, con la collaborazione del Parco nazionale del Mercantour. Il Parco del Po torinese, invece, ha portato chi si occupa di cicloturismo direttamente nell’area protetta con la prima Bike Esperience che si è svolta sabato 9 e domenica 10 aprile alle Vallere. Nei due giorni 3.943 persone hanno potuto visitare gli stand di 35 espositori e partecipare alleattività proposte. La manifestazione è il lancio delle attività con le bici che si terranno alle Vallere in primavera e in autunno e l’ obiettivo è riproporla ogni anno, in apertura della nuova stagione di iniziative, spiegano gli organizzatori. L’idea di riportare l’attenzione su questo tipo di attività, attraverso una fiera, è nata proprio alcuni soci di Uisp e dell’associazione Torino Bike Experience, che ha co-organizzato la manifestazione.

Se ne era parlato la prima volta durante un sopralluogo per rilanciare la fruizione cicloturistica di Corona Verde, la grande cintura che abbraccia Torino attraverso campi, aree verdi, reti fluviali e residenze reali. Le date della prossima edizione sono già state fissate al 15 e 16 aprile 2023 e gli organizzatori auspicano di replicare i buoni risultati raggiunti.

Spesso chi va in bici nei Parchi non conosce alcune regole di base. Buona parte dei parchi piemontesi si sta però dotando di uno strumento in più per definire ciò che è possibile fare o meno all’interno del loro territorio. Il regolamento delle aree protette potrà infatti definire con limiti stringenti Il regolamento delle aree protette, in molti casi in fase di approvazione.

Elisa Rollino

dalla newsletter Piemonte Notizie

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