L’addio a Binelli, maestro di solidarietà alpina

Se ne è andato a 88 anni a Pinzolo (Trento) dove era nato e vissuto Angiolino Binelli. Fu l’ideatore del Premio internazionale della Solidarietà alpina che nel 2021 raggiunse  il traguardo del mezzo secolo. Un gravissimo lutto per il mondo della montagna. L’assegnazione del riconoscimento è un appuntamento fisso di Pinzolo, con una suggestiva e solenne cerimonia che si tiene ogni anno in settembre nella sala consiliare del Municipio alla presenza di autorità civili, militari e religiose e del popolo della montagna. Il riconoscimento inventato da Binelli è rivolto non solo a chi ha dedicato la vita al Soccorso alpino, ma a tutti coloro che si sono distinti in rischiosi salvataggi di vite umane. Il Premio vuole così sottolineare il merito di chi mette a repentaglio la propria vita per correre là dove ci sia bisogno di aiuto nonché onorare la prima stazione italiana di Soccorso Alpino, fondata proprio a Pinzolo il 22 maggio 1952. La manifestazione (che da qualche anno è “gemellata” con il Premio Marcello Meroni della Società Escursionisti Milanesi), ha anche un’importante finalità didattica grazie al tradizionale incontro del premiato con gli studenti di Pinzolo.

 
Una storica immagine. Angiolino Binelli (primo a sinistra) impegnato in un soccorso nel Gruppo di Brenta.

La scomparsa di Binelli lascia un vuoto particolare anche tra gli appassionati milanesi di montagna non solo per l’attenzione che la SEM dedica ogni anno all’importante riconoscimento partecipando alla cerimonia della premiazione. All’inizio del millennio sullo sfondo degli stucchi della Sala Napoleonica di Palazzo Greppi a Milano, Angiolino Binelli e l’allora procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli si abbracciarono come vecchi amici, legati dal comune amore per la montagna. L’occasione dell’incontro venne offerta dal premio “Mens sana in corpore sano” che “laureava” presso l’Università degli studi di Milano personaggi che si distinguono operando nel sociale quali Ardito Desio, Cesare Maestri, Gino Bartali, Silvio Garattini, Carla Fracci, Gino Strada. 

Tre erano di volta in volta i designati al premio “Mens sana in corpore sano” e la commissione animata dalla gentile Marilena Dossena volle affiancare ai benemeriti  Binelli e Caselli anche Dori Ghezzi nella sua veste di presidentessa della Fondazione dedicata a Fabrizio De André che ha lo scopo di “promuovere attività di elevazione civile e culturale, iniziative atte a tutelare e continuare l’opera di ricerca musicale e poetica”, caratteristiche dell’opera e della vita dell’indimenticabile cantautore. 

Binelli entrò nel soccorso alpino come volontario nel 1952 a diciotto anni. Tre anni dopo divenne vice responsabile della locale stazione di soccorso alpino e nel 1973 ne fu presidente. Grazie alla sua passione e al suo costante impegno riuscì a far dotare la stazione di Pinzolo di attrezzature moderne e sicure, come un collegamento radio ricetrasmittente che permetteva il contatto con tutti i rifugi della zona, e un’autoambulanza per trasportare nel minor tempo possibile i feriti all’ospedale più vicino. 

Nel 1972, rientrando da un intervento in Brenta, Angiolino decise che era giusto premiare chi per salvare una vita mette a repentaglio la propria. Nacque così il Premio internazionale di solidarietà alpina di Pinzolo che ogni anno, il secondo sabato di settembre, richiama ai piedi del Brenta specialisti nel soccorso di tutto il mondo. Quando il telefono annunciava un’emergenza, molti ancora ricordano (compreso chi scrive queste note) che Binelli non esitava ad abbassare la saracinesca del negozio di calzature nel centro di Pinzolo e a licenziare bruscamente i clienti. Era onnipresente quando si trattava d’ingaggiare una corsa alla vita. 

Addio caro, indimenticabile, generoso Angiolino. (Ser)

La consegna nel 2009 della Targa d’Argento della Solidarietà alpina nel municipio di Pinzolo (Trento).

Commenta la notizia.