Niente mucche nel nuovo caseificio

Dopo l’hamburger impossibile, al sapore di carne ma senza carne, si apre nel settore del cibo hi-tech l’era del latte sintetico. Ne dà notizia Il Sole 24 Ore del 10 giugno 2022. E per molti aspetti è la notizia del giorno...

Scatta l’allarme per l’annunciato latte sintetico fra i produttori italiani: è a rischio un comparto da 16 miliardi di euro. Allarme che si aggiunge a quello provocato dall’annunciata scomparsa nel 2035 delle auto a benzina, diesel e gas con il disastroso crollo dei posti di lavoro che ne consegue. L’azzeramento delle mucche (anzi, sarebbe più giusto dire delle vacche) quali produttrici di latte, suscita forse un disagio ancora maggiore rispetto all’avanzata delle auto elettriche, anche se ormai siamo abituati ad aspettarci colpi di scena dal futuro che incombe spesso in forma di minaccia. 

“Un vero caseificio, ma senza mucche” recita lo slogan di Remilk, e presto il suo motto campeggerà sul mega-stabilimento da 70mila metri quadrati in via di costruzione in Danimarca, a Kalundborg, nel neonato distretto del cibo hi-tech. A quanto si legge sul Sole 24 Ore, Remilk è una start-up israeliana e sarà la prima a produrre su larga scala il latte sintetico: il latte, cioè, fatto senza mucche. 

Niente a che vedere con le bevande sostitutive del latte, come quelle alla soia o alla mandorla. Si legge, e non si stenta a crederlo, che si tratta di latte – e yogurt, e formaggi, e gelati – al sapore di latte, indistinguibili dal latte vero.

Nullafacenti, in cerca di compagnia…

Per ottenere questi risultati si utilizza il principio della fermentazione microbica, cioè si sfrutta il processo usato per produrre alimenti alcolici come la birra o lievitati come il pane. Il gene responsabile della produzione delle proteine ​​del latte nelle mucche viene copiato, quindi viene inserito nel lievito, che dal gene impara come produrre la proteina del latte in modo altamente efficiente. Il lievito viene infine inserito nei fermentatori, dove si moltiplica rapidamente e produce proteine ​​del latte, identiche a quelle prodotte dalle vacche. 

Combinati con vitamine, minerali, grassi e zuccheri non animali, questi mattoncini proteici possono diventare qualsiasi cosa, dalla panna montata ai formaggi più stagionati. Nel frattempo potremmo goderci la vista delle mucche, pardon le vacche, ormai inoperose mentre pascolano sulle praterie di montagna. 

Ma c’è poco da fare gli spiritosi. Per l’Italia, più che una nuova frontiera, quella del latte sintetico è vista come una specie di sciagura. Con un fatturato che supera i 16,2 miliardi di euro e un indotto che dà lavoro a oltre 100mila lavoratori, il settore della trasformazione del latte è il primo per dimensioni di tutto l’agroalimentare italiano. Le sue esportazioni rappresentano quasi il 40% della produzione casearia e hanno quasi raggiunto 3 miliardi di euro di valore. Nelle stalle italiane la produzione di latte supera i 12 milioni di tonnellate, di cui oltre il 40% destinato ai grandi formaggi Dop come il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano.

One thought on “Niente mucche nel nuovo caseificio

  • 11/06/2022 at 09:43
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    C è il Rolex vero e quello copiato. Ma la ditta Rolex continua a produrre e a vendere orologi che non perdono di valore. Il Mercato farà le sue scelte!

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