Letture / “Pulcinoelefante” ora anche in occitano

La collezione dei celebri librini dell’editore “Pulcinoefelante”, stampati a mano con i caratteri bodoniani dal poeta e tipografo Alberto Casiraghi nella sua tipografia di Osnago, in provincia di Lecco, si è arricchita di un titolo in occitano: “Bon temp e marrit temp duron pas tuchi temps”. Il librino è firmato da Fredo Valla e accompagnato da un’opera grafica dello stesso Casiraghi. La collana Pulcinoelefante è composta da edizioni in piccolo formato, su carta pregiata, di sole sei pagine e con tiratura limitatissime (30 copie). Queste edizioni, oltre diecimila, presentano opere di poeti e artisti, italiani e stranieri: soltanto la poetessa Alda Merini ne ha realizzati più di 700. 

Tutta la collezione è stata acquistata recentemente dal Comune di Milano. “Alberto – racconta Fredo Valla”, mi ha chiesto di mandargli una frase, un aforisma breve. Non avevo compreso che cosa volesse farne. Eravamo nei mesi duri della pandemia e ho pensato a un proverbio che mio padre citava spesso: Bon temp e marrit temp duron pas tuchi temps, ossia il bel tempo e quello cattivo non sono mai per sempre, un proverbio di speranza per i giorni di confinamento che tutti stavamo vivendo. Poi ho avuto la sorpresa di vedermi arrivare a casa il librino”.

Alberto Casiraghi nella sua tipografia di Osnago, in provincia di Lecco (ph. Piera Biffi). In apertura Fredo Valla, regista e poeta occitano.

Altri librini della Pulcinoelefante sono ora in mostra a Saluzzo, realizzati dagli artisti Franco Giletta, Giorgio Lusso, Anna Valla, e dagli allievi della scuola media. Sono dedicati a Giambattista Bodoni, Re dei tipografi e tipografo dei Re, di origini saluzzesi, città dove nacque nel 1740, per poi trasferirsi a Roma e a Parma. L’iniziativa rientra nel programma organizzato dal Corriere di Saluzzo, con il patrocinio della Diocesi e del Comune di Saluzzo, per festeggiare i 110 anni dalla pubblicazione del primo numero del giornale con questa testata: il 4 gennaio del 1913.

La storia della casa editrice e del suo fondatore è raccontata, insieme con quella del rilegatore d’arte Josef Weiss, nel film documentario di Silvio Soldini uscito nel 2016 “Il fiume ha sempre ragione”. Nel 2020 il Comune di Milano ha acquistato per 150.000 euro i 10.441 libri unici fino ad allora stampati, destinandoli alla Casa-museo Boschi Di Stefano

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