Marmolada, ora basta tira e molla!

La parola dialogo in questi giorni è sulla bocca di tutti. E non solo di quelli che auspicano la pace tra Russia e Ucraina. In Trentino si parla di un “possibile accordo sulla demarcazione tra Canazei e Rocca Pietore”, come riferisce burocraticamente la stampa locale (“segno o traccia in corrispondenza di un confine” è il significato di demarcazione). Il caso riguarda il ghiacciaio della Marmolada. Da tempo si dialoga perché vada interamente al Trentino, lasciando al Veneto due piccole enclave nel Bellunese, a Rocca Pietore e Serauta. 

La mancanza di dialogo è però una costante fra Trentino e Veneto quando si parla dei confini della Marmolada. Così come lo è tra Italia e Francia per stabilire, annosa questione, a chi vada assegnata la vetta del Monte Bianco. Ma il futuro, si dice, ha un cuore antico. E chisssà mai che la montagna unisca anziché dividere. Era il 29 maggio 1982 quando l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, fissava i confini della Marmolada sulle creste, sostanzialmente là dove passavano tra l’Impero Austro-ungarico e il Regno d’Italia. 

Sono trascorsi 40 anni. La decisione di Pertini, confermata nel 1998 dal Consiglio di Stato, venne superata nel 2002 col protocollo d’intesa tra la Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento. La revisione dei confini venne chiesta all’inizio del 2018 dal comune di Canazei. Nel mese di luglio dello stesso anno, l’Agenzia del territorio fece passare l’intero ghiacciaio dal Veneto al Trentino-Alto Adige. Ma partirono i ricorsi del Veneto: “La Marmolada la difenderemo con le nostre unghie”, disse in quell’occasione il governatore Zaia.

Ora le trattative a quanto si legge sono riprese e finalmente vengono smorzati i toni bellicosi. E’ infatti urgente evitare che i ricorsi giudiziario-amministrativi blocchino ancora lo sviluppo della “regina delle Dolomiti”. La Provincia di Trento sta lavorando per mettere fine alle controversie legali sul confine e accordarsi su un progetto di rilancio del ghiacciaio. Tra l’altro, il 28 maggio il Giro d’Italia sale sul passo Fedaia, ma – si precisa – entro i confini del Veneto. 

Tregua, armistizio? La trattativa in atto punta a stoppare definitivamente la “guerra”. Trentino e Veneto vogliono insomma mettere un punto fermo, concludendo il contenzioso che frena i piani di sviluppo e rallenta i possibili interventi di revisione degli impianti di risalita. Secondo il sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin, l’intesa darebbe il ghiacciaio interamente al Trentino. “È stato un incontro tecnico ma nulla è stato deciso”, ha messo a sua volta le mani avanti il sindaco di Canazei Giovanni Bernard. E intanto il ghiacciaio è in forte sofferenza e il pericolo valanghe è aumentato per la fragilità del sistema. (Ser)

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