Suoni e silenzi negli ultimi spazi selvaggi

Ma il rullare dei tamburi, il suono delle trombe, gli schiamazzi del pubblico non fanno male alla flora e alla fauna selvatica? Sui concerti in quota che rappresentano frequentati appuntamenti estivi delle montagne, esprime fondate riserve Luciano Pellegrini, sincero amico di MountCity. E con lui chissà quanti altri farebbero volentieri a meno di questi concerti live. “E’ vero”, aggiunge Luciano, “che il rifugio cucina più polente, che a valle più persone trovano alloggio, ma alla fauna selvatica, non gliene frega niente! Anche i fiori e gli alberi soffrono. E i sentieri calpestati da più persone? Non si può scegliere il villaggio o borgo?”. 

Il commento appare in MountCity, in calce all’annuncio dei pur affascinanti concerti in quota in programma in Piemonte. Ma potrebbe valere anche per i testè annunciati “Suoni delle Dolomiti” che coinvolgono sei Apt: val di Fassa, val di Fiemme, San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, val di Non, Madonna di Campiglio, Dolomiti-Paganella. Si tratta di un’organizzazione complessa che vede la partecipazione anche di Sat, Associazione rifugi, Muse, Guide alpine del Trentino, Soccorso alpino del Trentino e Croce rossa. 

Qualcosa però è cambiato. Un tocco di sostenibilità in più si direbbe. Il sipario sulle montagne trentine si alzerà infatti più tardi del solito. L’appuntamento è per il 22 agosto ai piedi del monte Peller. Chiusura a fine settembre con l’esibizione di Elio in Primiero (omaggio a Jannacci) e di Max Gazzè in val di Fassa. “Abbiamo scelto di stare fuori dai flussi turistici tradizionali per favorire una migliore fruizione dei concerti e dell’ambiente montano”, spiegano gli organizzatori. 

Da segnalare in concomitanza con l’annuncio dei “Suoni delle Dolomiti” il progetto “L’Altra Montagna” che si basa sul silenzio della natura, sul silenzio dal rumore della città, sul silenzio del non riuscire a far sentire la propria voce, sul silenzio che permette di sentire la propria voce interiore. Su questi concetti si articola “L’Altra Montagna”, definito un progetto di narrazione e comunicazione partecipata del territorio che sperimenta metodi e pratiche per costruire una comunicazione sostenibile “capace di promuovere nuova attenzione verso le altre Dolomiti, quelle escluse dai grandi flussi turistici” (qui sotto al piede la locandina).

Musica in quota all’Alpe Brasca (ph.Marco Benedetto Cerini). In apertura Gidon-Kremer e la Kremerata Baltica (ph.Paolo Luconi Bisti). 

Tornando alle riserve che si accompagnano a queste spesso rumorose rassegne estive di musica live in montagna va citata la testimonianza di Bernard Amy, presidente onorario di MW Francia. “Le montagne”, spiega Amy, “sono gli ultimi spazi selvaggi d’Europa, rappresentano i pochi luoghi dove possiamo ancora rigenerarci godendoci il silenzio. Il silenzio non è solo assenza di suoni e parole. Ci permette, al di là del frastuono della nostra vita quotidiana, di ascoltare ciò che il mondo ci dice”.

Certo, è impossibile azzerare la cultura, la musica. Non sarebbe giusto. Ma è giusto domandarsi in quali luoghi, a quali condizioni quest’offerta di musica e di cultura può avvenire. “La montagna non è uno spazio vergine”, si legge in un comunicato di MW Francia, “non è un territorio ordinario che dovrebbe adattarsi ai nostri stili di vita urbani. L’inquinamento atmosferico, acustico e visivo sta diventando sempre più grave e continua a guadagnare terreno sulle montagne. Preservare questi territori è una necessità ecologica assoluta ma anche una sfida per ciascuno di noi e per tutti gli esseri viventi”. Meditate gente. (Ser)

One thought on “Suoni e silenzi negli ultimi spazi selvaggi

  • 09/05/2022 at 09:52
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    L’Associazione Musica in Quota FA IL SUO MESTIERE. Parliamo DEI CONCERTI, nei tre mesi del periodo estivo. (12 CONCERTI ambientati in scenari di grande fascino, tra le Alpi Piemontesi e i laghi Maggiore, di Mergozzo e d’Orta, nell’area protetta del Parco Naturale dell’Alpe Devero, ad altitudini comprese tra gli 800 e i 2.500 metri), Perbacco …il grave è che è sponsorizzato da enti, società e le 80 associazioni ambientaliste, ad INIZIARE DAL CAI, HANNO RECLAMATO? PER IL Parco Naturale dell’Alpe Devero, VA BENE DISTURBARE LA FLORA E LA FAUNA SELVATICA? Si fa rumore al tramonto, all’alba, a tutte le ore. Se suonassero al massimo due musicisti, con STRUMENTI NON AGGRESSIVI E RUMOROSI, VIOLINO E FLAUTO, SI POTREBBE FAR FINTA DI NIENTE. QUI INVECE CI SONO: Quintetti – CORO – concerto dell’Orchestra di fisarmoniche. Si va anche nei pascoli DI ALTA QUOTA, PER ROMPERE LE SCATOLE AL GREGGE. Una domanda agli organizzatori corre d’obbligo: MA SE DI NOTTE, MENTRE DORMITE, VENISSERO A DISTURBARVI CON RUMORI DI VETTURE, RADIO, DISCHI, STRUMENTI MUSICALI, COME REAGIRESTE? Vi Rivolgete alle forze dell’ordine? La fauna selvatica, chi chiama? Poi, ci sarà il rispetto dell’ambiente, dei sentieri? Purtroppo questo evento, si fa su tutte le montagne IN ITALIA, E NESSUNO RECLAMA. PERO’, SI FOTOGRAFANO I DANNI CHE HANNO FATTO LE PERSONE, CHE HANNO PARTECIPATO, CON L’ABBANDONO DI QUALSIASI TIPO DI SPAZZATURA. EVVIVA! SONO L’UNICO ROMPI SCATOLE?

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