Letture / La virtuosa educazione alpina (seconda parte)

Portare la montagna, scuola di vita, tra i banchi della scuola è un’idea che risale addirittura a due secoli fa. Nel quaderno di Quartieri tranquilli realizzato a Laura Guardini e Roberto Serafin nell’ambito del progetto “Quartieri in quota” emergono, come si è visto nella prima puntata di questa cronologia pubblicata in MountCity, storiche esperienze di educazione alpina come i famosi “Viaggi a zig zag” dell’educatore svizzero Topfer che ebbero successo nella prima metà dell’Ottocento o le successive Carovane scolastiche del Club Alpino Italiano e le più recenti Classes de neige francesi che continuano a fare testo al di là delle Alpi. Con questa seconda e conclusiva puntata la storia arriva fino ai giorni nostri. Buona lettura.

1950

Gli alunni di una classe di una scuola pubblica primaria di Vanves (Ile-de-France)soggiornano per una settimana a Praz-sur-Arly (lta Savoia). L’esperienzaviene battezzata “classe de neige” (classe di neve): i giovani possono scoprirela pratica degli sport invernali pur continuando la mattina a seguite le normali lezioni.

1998

Il 23 aprile il Consiglio centrale del Cai approva il Progetto educativo che si apre con la frase “L’Alpinismo Giovanile ha lo scopo di aiutare il giovane nella propria crescita umana, proponendogli l’ambiente montano per vivere con gioia esperienze di formazione”. L’attività presa in considerazione è “essenzialmente l’escursionismo di montagna”.

1995

L’alpinista francese Marc Batard dà vita all’associazione “En passant par la Montagne” per aiutare i giovani che vivono situazioni difficili come emarginazione sociale, insuccesso scolastico, malattia o handicap, a trovare nella montagna le motivazioni necessarie per superare il loro disagio. A questa iniziativa s’ispirerà in Italia pochi anni dopo, nel 2004, l’associazione Attraverso la Montagna capofila del progetto Quartieri in quota.

1998

Esce in Francia il film “La classe de neige” di Claude Miller (in italiano “La settimana bianca”) tratto da un romanzo di Claude Carrere. Nicolas è un ragazzino di dieci ann. Accolto con affabilità da un’insegnante e dal maestro di sci, Nicolas è turbato dall’incubo di fare la pipì a letto. In più è privo dello zaino rimasto nel bagagliaio dell’auto del padre che, una volta ripartito, si rivela irraggiungibile. Un amico e il maestro di sci cercano di confortarlo, ma la tragica sorte di un ragazzo del villaggio lo fa precipitare in un incubo senza fine.

2007

Nasce in Italia l’associazione “Attraverso la Montagna” su modello dell’organizzazione francese di Marc Batard “En passant par la Montagne”.

2009

L’Accademia della montagna di Trento vara il Progetto “Scuola – Montagna” della Provincia Autonoma di Trento, previsto dalla delibera di Giunta n.1510 20/07/2007, che stabilisce che il curriculum scolastico, dalla scuola primaria alle superiori, venga arricchito con l’inserimento di esperienze di avvicinamento concreto alla montagna per legare maggiormente i ragazzi al proprio territorio. Il progetto si propone perciò di far entrare nella scuola il territorio e, viceversa, far uscire la scuola sul territorio, coinvolgendo tutti gli studenti trentini chiamati ad acquisire, in modo graduale e continuativo, conoscenze e abilità specifiche nelle attività relative all’ambiente della montagna, estivo e invernale, all’ambiente antropico: usi e costumi/sicurezza e prevenzione. Nell’ambito di questo progetto è presente l’iniziativa “100 ragazzi al rifugio”, un concorso che Accademia, assieme alla Provincia autonoma di Trento- Dipartimento della Conoscenza, ed IPRASE ripropone.

2012

Esordio ufficiale in provincia di Biella per il GAS – Gruppo Alpinistico Scolastico – delle Scuole di Mosso e della sezione di Mosso del Club Alpino Italiano. E’ il risultato di un’esperienza quasi trentennale. Risale infatti al 1987 l’inizio della attività educativa in montagna – e specificatamente in Alta Valsessera – della scuola media di Mosso. Nel 2014 l’iniziativa riceve il Premio Marcello Meroni del CAI-SEM di Milano e i responsabili decidono di intestare il gruppo all’istruttore milanese al quale è dedicato il riconoscimento. In quell’occasione viene premiata Nicoletta Gatteschi, coordinatrice del gruppo con Giuseppe Paschetto e Riccado Ongaretto. La storia di questa innovativa esperienza è raccontata nel libretto “Il Gruppo Alpinistico Scolastico del CAI di Mosso e Marcello Meroni” pubblicato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

2014

Nasce a Milano il progetto “Quartieri in quota”. Due educatrici – Marilena Giovannelli ed Elena Biagini – sono le prime capocordata con la loro Associazione Piccolo Principe.

2017

Viene riconfermato il 19.10.2017 il documento che definisce il ruolo del CAI nella scuola: si tratta del Protocollo d’Intesa CAI-MIUR, che all’art.2 recita: “Il MIUR e il CAI, nel rispetto dei propri ruoli e delle competenze istituzionali, nonché dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, collaborano nell’attuazione di un programma comune a favore delle scuole di ogni ordine e grado…”.

2- Fine / Dal quaderno “Quartieri in quota” a cura di Laura Guardini e Roberto Serafin 

One thought on “Letture / La virtuosa educazione alpina (seconda parte)

  • 06/05/2022 at 15:15
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    Complimenti a Laura e Roberto per il prezioso contributo offerto al mondo della scuola!

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