Vie storiche / Balnea lucentes, un tuffo nella storia

I bagni termali di Loèche o Leukerbad in Svizzera erano già noti al tempo dei Romani. Gli scavi archeologici effettuati durante la costruzione dei nuovi alberghi hanno portato alla luce diversi oggetti che attestano la loro presenza fino dal IV secolo a.C. Il primo documento scritto risale al 1315 e illustra una comunità, chiamata Boez, composta da 50 famiglie ben strutturata con confraternita e corporazioni. I bagni appartenevano ai signori di Rarogne che versavano parte dei proventi al comune di Loèche. 

L’apertura della mulattiera dal fondovalle nel1448 rese più facile raggiungere la località il cui nome divenne “Balnea Lucenses o Baden”. In seguito agli ammodernamenti dovuti al Cardinal Schinner nel 1501 ricchi clienti provenienti dal nord della Svizzera iniziarono ad abitare stabilmente durante l’estate nel paese che divenne apprezzata località conosciuta in tutta Europa oltre che per i bagni per il clima salubre. Gradualmente il dialetto franco-provenzale venne sostituito dalla lingua tedesca.

Purtroppo la maggior parte degli edifici cadde distrutta da una grande valanga nel 1518. Il geografo Sebastian Münster, qualche decennio dopo riferisce come il villaggio, ricostruito, consistesse di “aliquot hospicia et domus cum sacello” e fornisce un minuzioso resoconto dei bagni pubblicando anche una illustrazione, molto curiosa, dell’edificio. 

Il villaggio passò attraverso periodi tranquilli e momenti terribili in cui venne nuovamente distrutto da due valanghe negli anni 1719 e 1720 e finalmente ricostruito lungo il lato destro del fiume Dala e protetto da un lungo muro a monte.

La fortuna internazionale di cui la località termale gode ancora ai nostri tempi si deve al coraggio imprenditoriale del vallesano Stefan Matter che, negli anni quaranta del 1700, riuscì a costruire alcuni nuovi alberghi di buona qualità e ad attirare altri imprenditori e capitali per sistemare le strade di accesso e la mulattiera scavata nella roccia del passo Gemmi diventata strada cantonale del Vallese. Ospiti provenienti da tutto il mondo, personaggi come Goethe, Maupassant, Dumas, Twain, Stendhal, Tolstoj, Lenin, Einstein, Picasso soggiornarono qui godendo delle proprietà benefiche e terapeutiche delle acque particolarmente copiose e calde.

Le sorgenti attualmente conosciute sono 65 ed hanno caratteristiche chimiche simili. Le tre principali, Saint Laurent, Blisch e Heilbad, forniscono il 70% della portata totale sommando circa 2300 litri/minuto di acqua a più di 50 gradi centigradi. Una quantità enorme che rende possibile un ricambio naturale e continuo nelle piscine, una trentina di cui la metà al coperto distribuite fra i centri termali pubblici e le Spa degli alberghi.

Dalle semplici locande e dai primi pochi alberghi del diciottesimo secolo la ricettività si è evoluta in modo esponenziale soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale fino a stabilizzarsi attorno al cambio di secolo. Ora si contano 23 alberghi di medio e alto livello e 328 residence che conteggiano fino a un milione di presenze all’anno. 

Dario Monti

www.viestoriche.net

Un pensiero riguardo “Vie storiche / Balnea lucentes, un tuffo nella storia

  • 28/04/2022 in 13:35
    Permalink

    Grazie a MountCity e a Dario Monti per l’articolo su Leukerbad: mi ha ricordato dei bellissimi soggiorni fatti negli anni ’90 durante le cure termali in seguito ad un incidente stradale. Oltre all’eccellenza delle terme, il paese gode di una posizione magnifica sotto il passo della Gemmi tra il Canton Vallese e il Canton Berna. E’ particolarmente piacevole andare a Leukerbad d’inverno quando si è immersi nella piscina di acqua caldissima e fuori dalle vetrate si vede scendere la neve. Bei ricordi !

    Risposta

Commenta la notizia.