Tigullio inferno o paradiso?

Novantotto itinerari escursionistici nel Levante ligure, lungo la costa e sui monti dell’entroterra, sono descritti da Andrea Parodi nel suo nuovo volume “Golfo Paradiso, Portofino, Tigullio”. Oltre ai golfi Paradiso e Tigullio, e ai promontori di Portofino, Punta Manara e Moneglia, il libro si occupa anche delle valli Fontanabuona, Graveglia e Petronio. Nessun dubbio che questa volta venga esplorato dall’esperto Parodi un paradiso per il popolo dei camminatori che nelle recenti feste di Pasqua e Pasquetta hanno cercato in parte rifugio lungo i sentieri, in fuga dalla pazza folla di un “weekend da tutto esaurito” come “recita” il quotidiano Secolo XIX riferendosi al Levante Ligure.

In realtà ci voleva ben altro che l’intervento del bravo Parodi, autore ed editore di pregevoli guide escursionistiche della Liguria, per dirottare in mezzo alla natura le bolge motorizzate che a Pasqua e Pasquetta hanno reso più infernale del solito il Tigullio. E invece, complice il bel tempo e le temperature miti, le spiagge e i lungomari si sono riempiti di turisti e villeggianti come capita di raro. Più che soddisfatti con buone ragioni si sono detti i titolari di alberghi e ristoranti che sono tornati a lavorare a pieno regime nella speranza che si annunci una stagione soddisfacente. 

Immagini del recente week end pasquale (dal Secolo XIX)

Peccato che il golfo del Tigullio fosse invaso oltre che da un traffico davvero insopportabile, anche dall’incessante frastuono degli elicotteri messi a disposizione dei turisti. Un volo dopo l’altro, una manciata di minuti per decollare e tornare ad atterrare e imbarcare altri turisti. Niente requie per due giorni nel porticciolo, lungo una delle dighe in cemento adibite agli imbarchi. Indescrivibile era oggettivamente la coda degli aspiranti a questa “rotazione” lampo alla popolare tariffa di 50 euro a testa. Quando se non a Pasqua e Pasquetta sarebbe stato di nuovo possibile ammirare dall’alto per pochi minuti quel formicaio in cerca di scampo su spiaggette in cui stiparsi alla faccia del virus che ancora circola?

Ma non c’era alternativa. Il Tigullio ben poco offre per sgranchirsi le gambe nell’ingorgo dei parcheggi. Anche se cinque anni fa, il 30 aprile 2017, venne inaugurata alla presenza delle massime autorità regionali quella che La Stampa definì una “camminata popolare e chic” da Rapallo a Portofino. Erano e sono otto chilometri lungo l’Aurelia trafficatissima ai margini del golfo, sfiorati da ogni genere di mezzo motorizzato. Di quella camminata “popolare e chic” dev’essere sopravvissuto si e no un pezzo di esiguo marciapiede nei pressi di San Michele di Pagana e una passerella verso Portofino assai propizia alle inalazioni di CO2. E neanche un cartello, uno straccio di segnavia per gli ignari camminatori, ci mancherebbe.

Qualcuno forse ancora ricorda che la Regione ospitò cinque anni fa gli invitati alla cerimonia d’apertura di questa “passeggiata unica al mondo” su un red carpet sponsorizzato da Credit agricole-Carispezia. Era un tappeto da primato, simbolo della “Liguria felix” come si leggeva sulla Stampa, un posto da cui sempre più oggi sembra consigliabile nei week end fuggire a gambe levate per dedicarsi in pace, senza il frastuono degli elicotteri, agli abituali cazzeggi cittadini. (Ser)

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