Cicloturismo, è la cultura che manca

Il cicloturismo rappresenta una tra le più grandi opportunità per futuro turistico del nostro Paese. E’ la conclusione a cui è giunta a Milano la prima edizione del report “Italia in bici: scenari, protagonisti e indotto” realizzato da Repower e dall’Università IULM. “Il progetto di ricerca rientra in un percorso che IULM sta seguendo per intensificare il rapporto tra aziende e mondo del lavoro”, ha spiegato il rettore Gianni Canova. “Questa ricerca, che va a ipotizzare una mobilità dolce e sostenibile, mi sembra molto in sintonia con i tempi in cui viviamo. Ho la sensazione che stiamo assistendo a una svolta, e che il mondo in cui abbiamo vissuto per tanti decenni stia davvero finendo e sia necessario uno sforzo da parte di ognuno di noi per riprogettare il nostro modo di essere nel mondo. Quello che andiamo a presentare va in questa direzione”.

“Negli ultimi tempi è nata l’idea che possa esistere un cicloturismo di tipo urbano. Credo si tratti di un approccio interessante, perché ci permette di abbattere le barriere che, per chi si muove in bici, sono spesso un ostacolo forte”. Così si è espresso il presidente della sottocommissione Mobilità Attiva, Marco Mazzei. “Esistono diversi tipi ciclisti”, ha aggiunto Mazzei, “ci sono quelli che rientrano da un weekend in cui hanno pedalato per centinaia di chilometri, ma se poi gli proponi di andare a lavorare in bici ti guardano storto. Questo perché considerano la bici unicamente un attrezzo sportivo, quindi la proposta suona come se tu gli proponessi di andare a lavorare a cavallo di una racchetta da tennis”. 

Lo stesso vale per chi si muove in città per spostamenti urbani: l’idea di fare un viaggio in bici sembra inverosimile. Uno dei compiti della pubblica amministrazione è quello di abbattere queste barriere. A Milano sono nati molti itinerari urbani che permettono di scoprire la città da nuovi punti di vista”.

“Ho chiuso la mia carriera con il campionato del mondo di Varese nel 2008, oggi mi definisco eno-ciclo gastronomo”, spiega l’ex campione del mondo Paolo Bettini. “Attualmente ho percorso all’incirca un milione di km, molti dei quali godendomi il panorama, il territorio e l’enogastronomia. La bici è stata la mia vita, so di che cosa ha bisogno il ciclista urbano. Il cicloturismo è l’opportunità di viaggiare, in molti stanno cercano itinerari al di fuori dell’Italia. Ciò è possibile dove vengono messe a sistema tutta una serie di infrastrutture. Purtroppo da noi manca una cosa fondamentale, la cultura”.

Fonte: Bicitech, articolo di Giovanni Pogliani

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