I punti forti della legge antispopolamento

Il nuovo disegno di legge sulla Montagna è ormai a un passo dall’approvazione definitiva del Parlamento. I fondi a disposizione sembrano consistenti: 100 milioni di euro quest’anno che raddoppiano dal 2023. Ma, al di là dei pur decisivi stanziamenti di risorse contano gli obiettivi e il percorso. Limitare gli squilibri, contrastare lo spopolamento, dare una prospettiva di sviluppo ad aree finora ritenute marginali sono alcuni obiettivi. Si è compreso finalmente che la montagna per quanto marginale rappresenta un valore aggiunto che la politica non è stata finora in grado di riconoscere. 

Il sistema di montagna e delle aree interne include zone di cerniera che devono avere un rapporto sinergico con le realtà urbane. Il via libera è stato dato dal Consiglio dei Ministri. Ora la legge passerà all’esame delle camere. In sintesi: 1) Il provvedimento, promosso dalla ministra Gelmini con delega sulla montagna, introduce misure, anche fiscali, per sostenere la crescita dei Comuni montani e contrastarne lo spopolamento. 2) Con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento si raccoglieranno in un testo unitario e sistematico interventi normativi per la riduzione delle condizioni di svantaggio dei Comuni montani. 3) Si punta a rafforzare la sanità valorizzando gli operatori e i professionisti socio-sanitari che lavorano nelle strutture montane. 4) Un credito di imposta è previsto per chi presta servizio nelle scuole di montagna di ogni grado e nella salvaguardia dei pascoli montani. Incentivi andranno agli investimenti degli agricoltori e selvicoltori di montagna che in verità non se la passano molto bene. 5) Viene data attenzione ai giovani con misure fiscali per piccole e microimprese, oltre all’introduzione della misura “Io resto in montagna” a sostegno della residenzialità. 6) Priorità viene data al digitale con la famosa banda ultralarga nei comuni più a rischio di spopolamento.

Il Presidente Mattarella l’anno scorso in occasione della Giornata internazionale della montagna, definì come un modello di economia sostenibile la montagna, un modello “al quale guardare e i cui equilibri vanno gestiti con saggezza”. Mattarella non ebbe dubbi nell’indicare tra gli squilibri la carenza di trasporti pubblici, di servizi sanitari, di servizi educativi, di posti di lavoro. Va precisato che la fruizione di alcuni di questi servizi è tutelata costituzionalmente. La nuova legge non può che tenerne conto.

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