Scampoli del mio bazar / Le vacanze di Lidia a Viceno

Continua in MountCity la serie “Scampoli del mio bazar” iniziata con il ricordo dei bambini-topo durante la seconda Guerra mondiale nei rifugi antiaerei di Milano e proseguita con una rievocazione della mitica funivia di Valcava nelle prealpi orobiche. Questa volta è Lidia a raccontare a MountCity le sue vacanze da piccola a Viceno, amena località dell’Ossola. Gli amici che ci leggono e che a loro volta dispongono di pregevoli scampoli possono cortesemente mandarceli. Sempre che lo desiderino. Faremo del nostro meglio per pubblicarli.

Quando ero piccola tutte le estati andavo a Viceno, in montagna. Quando arrivavo, con la mia famiglia, ad aspettarci c’era sempre il profumo della faraona e al tavolo tutti i parenti già seduti con l’acquolina in bocca.

In quei giorni mi divertivo tantissimo, facevamo passeggiate molto lunghe e quando tornavamo la nonna ci preparava un bel bagno caldo e una cena squisita. Dopodiché ci raccontava lunghe storie su principi e principesse, streghe buone e streghe cattive, nani elfi e fate. In queste storie c’era sempre una parte buona e una cattiva e così noi ci addormentavamo con il sogno di partire e andare a salvare il mondo…

La mattina ad aspettarci c’era latte caldo e un’abbondante porzione di baci di dama.

Quando avevo finito, a quel punto, il nonno mi prendeva in braccio e insieme guardavamo l’orizzonte, lui scherzava sulla vita, sul senso della vita, cantava canzoncine e fantasticava sulle nuvole, ed io che ero solo una bambina vivace ma anche molto timida faticavo ad immaginare davanti a me un mondo così grande e un futuro così ampio.

Quella casa ora è stata venduta, ma i suoi ricordi non abbandoneranno mai i vecchi cassetti della mia memoria.

Lidia

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