La solidarietà all’Ucraina della comunità sci alpinistica

Continua la serie dei provvedimenti presi nello sport in seguito alla guerra Ucraina-Russia. La Uefa e la Fifa hanno sospeso le squadre russe, club e nazionali, da tutte le loro competizioni in segno di vicinanza al popolo ucraino. Per la Russia, niente Mondiale. La Uefa, inoltre, ha interrotto con effetto immediato la partnership con Gazprom. La Russia non sarà la sede del prossimo Mondiale di volley. Il World rugby esclude Russia e Bielorussia da ogni competizione. La Federazione internazionale sport del ghiaccio (Isu) vieta gare a russi e bielorussi. Il Cio “raccomanda” di non invitare atleti russi e bielorussi in competizioni internazionali. 

Qualcosa si muove anche negli sport che hanno per teatro la montagna. Con cautela, nella speranza che funzioni lo stereotipo della montagna che unisce. Ferma è la condanna del CIO della violazione della Tregua Olimpica da parte del governo russo e del governo della Bielorussia: il Consiglio della Federazione Internazionale di Sci Alpinismo (ISMF) ha approvato in data 28 febbraio 2022 una presa di posizione sui seguenti punti: a) Richiesta del CIO EB a tutte le Federazioni Sportive Internazionali di cancellare i loro eventi programmati in Russia per questa stagione 2021-2022.  b) Richiesta del CIO EB che nessuna bandiera nazionale russa o bielorussa venga esposta e nessun inno russo o bielorusso venga suonato negli eventi sportivi internazionali che non fanno già parte delle rispettive sanzioni dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) per la Russia.  

Il Consiglio dell’ISMF esprime profonda preoccupazione per l’attuale situazione in Ucraina e solidarietà della comunità scialpinistica con tutte le persone colpite da questa guerra.

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