L’Ossola diventa “oasi verde di benessere”

Parco e operatori di comune accordo hanno deciso di fare dell’Ossola un’oasi verde di benessere. Questa la notizia diramata il 14 febbraio nel sito di Aree protette dell’Ossola. Le strategie sono state discusse il 4 febbraio, nell’ambito del progetto HEALPS2, nel corso della giornata “Benessere da vivere, benessere da condividere” per disegnare il futuro del turismo nelle Aree Protette dell’Ossola con gli operatori locali aderenti alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).

Da più parti è stata evidenziata la necessità di sviluppare gli elementi identitari che già esistono, come per esempio le mulattiere storiche, e di selezionare specifiche tipologie di clienti-obiettivo. Per farlo, è stato ritenuto necessario avviare un processo di co-creazione che porti a riconoscere e valorizzare le principali risorse, materiali e immateriali, che il territorio racchiude, e poi comunicare tale identità in modo efficace e coerente.

 “Oggi inizia un processo condiviso”, è stato annunciato in un comunicato, “che potrà interessare – come prossimi passi – un’estesa funzionalità del Centro Visite di Crodo e la definizione dell’identità territoriale che gli operatori aderenti alla CETS vogliono trasmettere. Ciò avviene in continuità con il progetto RESICETS (conclusosi nel 2021 e attivato grazie al contributo di Fondazione Cariplo), grazie a cui 15 operatori ossolani sono oggi certificati secondo i principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile, e con il progetto HEALPS2 (finanziato dal Programma Interreg Spazio Alpino 2014 – 2020)”.

“Il posizionamento delle valli dell’Ossola”, si legge ancora nel comunicato, “le identifica come luogo dove trovare benessere, come ambiente originale e vitale. Un ricco patrimonio culturale offre risposta a una domanda di turismo che la pandemia ha ulteriormente sollecitato, come il desiderio di esperienze autentiche o la ricerca di salute e di sostenibilità. Questo gioverà all’economia e all’attrattività del territorio, consentendo al tempo stesso di preservarne le ricchezze”.

Qui in apertura un’immagine dell’Alpe Dvero (ph. Serafin/MountCity)

ENTE DI GESTIONE DELLE AREE PROTETTE DELL’OSSOLA
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