Valle d’Aosta / L’adattamento ai cambiamenti climatici

Dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur riceviamo e volentieri pubblichiamo il documento contenente la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici della Regione Autonoma Valle d’Aosta 2021-2030. Si tratta della prima fase della definizione della pianificazione regionale di adattamento. Il fulcro della Strategia, come si legge nella presentazione, è rappresentato da un’analisi delle sfide di adattamento di nove settori ambientali e socioeconomici regionali fortemente influenzati dagli impatti dei cambiamenti climatici tra cui: turismo e impianti, agricoltura, rischi naturali, salute e medicina di montagna. 

Per ogni settore sono presentate nel documento a cura dell’Assessorato Ambiente, Trasporti e Mobilità sostenibile – Dipartimento Ambiente della Valle d’Aosta le aree prioritarie di intervento, gli obiettivi specifici di adattamento e gli assi strategici per il conseguimento di tali obiettivi. Tra le priorità indicate emergono la necessità di minimizzare i rischi dei cambiamenti climatici, la riduzione della vulnerabilità del territorio e dei settori socioeconomici, la tutela della salute e della sicurezza della popolazione, la conservazione della biodiversità e delle risorse naturali. 

La Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici è stata sviluppata considerando molteplici fattori quali: le linee di indirizzo europee, i contenuti della Strategia Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (SNACC), i risultati di studi effettuati a livello locale unitamente allo “Studio propedeutico alla definizione della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Valle d’Aosta” nell’ambito del progetto Interreg ALCOTRA “AdaPT Mont-Blanc”. La Strategia considera l’arco temporale ricompreso tra il 2021 e il 2030 e sarà aggiornata con cadenza quinquennale.

Alcuni punti salienti del documento

• Il cambiamento climatico in corso è senza precedenti, in termini di intensità, velocità e omogeneità a livello globale (IPCC 2018) ed è causato dalle emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla attività umane (produzione e consumo di energia, produzione di cemento, trasporti, attività industriali, agricoltura, …). L’evoluzione del clima nei prossimi decenni ed i conseguenti impatti sui sistemi naturali e sulla società dipenderanno dall’efficacia delle politiche di decarbonizzazione dell’economia (i.e. politiche di mitigazione) e delle azioni di adattamento messe in atto a scala locale, regionale, nazionale e sovranazionale. 

• Nelle aree di montagna, nelle Alpi e quindi anche in Valle d’Aosta, il riscaldamento è maggiore rispetto ad altre parti del pianeta (IPCC 2019). Dal periodo preindustriale nelle Alpi le temperature medie annue sono aumentate di circa 2°C, più del doppio di quanto misurato a livello globale (1.1 ± 0.1°C). 

• Nei prossimi decenni è prevista una riduzione della durata della neve al suolo, soprattutto in fondo valle e in media montagna, così come sui versanti soleggiati. In fondo valle, a fine secolo, si avranno tra 25 e 45 giorni in meno di neve rispetto al periodo di riferimento 1980-2010. Al 2050, è prevista una riduzione di 15-20 giorni ai 2000 m slm e di 10-15 giorni a 2500 m slm. Le precipitazioni nevose invernali potrebbero ridursi del 25-45% a fine secolo. Tali riduzioni saranno dell’80% nel fondo valle e trascurabili ad alta quota (> 2700 m slm). In media montagna (1500 m slm) è attesa una riduzione dell’altezza media del manto nevoso del 25- 32%. È attesa anche una riduzione della riserva idrica contenuta nella neve (SWE). 

• I ghiacciai continueranno a fondere e quindi a ritirarsi. Molti ghiacciai sotto i 3000/3500 m di quota scompariranno, causando una profonda modificazione dei paesaggi, impatti sugli ecosistemi e sui rischi naturali. Nei prossimi decenni (2020-2040) scompariranno le ultime porzioni dei ghiacciai alle quote minori e si perderà circa il 25-30% della riserva idrica residua contenuta nei ghiacciai. Sono attese anche profonde modificazioni nella stagionalità della portata dei torrenti oltre ad una riduzione significativa del bilancio idrico estivo (i.e. la quantità di acqua disponibile nel suolo) a tutte le fasce di quota. Su questo tema, ulteriori approfondimenti sono disponibili nel report “Impatto dei cambiamenti climatici sul regime idrologico della Valle d’Aosta” redatto dal Centro Funzionale con il supporto tecnico di Fondazione CIMA, ARPA Valle d’Aosta e Fondazione Montagna Sicura. 

Possibili aspetti positivi 

• L’aumento delle temperature potrebbe rappresentare un’opportunità per l’agricoltura in termini di: i) potenziale aumento di produttività; ii) allungamento della stagione vegetativa che potrebbe consentire, ad esempio, tagli aggiuntivi nei prato- pascoli; iii) aumento della vocazionalità agricola del territorio (es. viticoltura e frutticoltura). Tali potenziali opportunità saranno tuttavia accompagnate da numerosi impatti, tra cui la riduzione della disponibilità idrica estiva, il rischio di gelate tardive e la diffusione di patogeni. Inoltre, nel fondovalle aumenterà il rischio di impatti sul bestiame dovuti a stress da caldo e quello derivante dalla presenza di nuovi vettori di agenti patogeni. 

• L’estensione delle foreste e la produzione di biomassa legnosa potranno beneficiare dell’aumento delle temperature. Tuttavia, la ridotta disponibilità idrica estiva potrà indebolire alcuni popolamenti rendendoli più vulnerabili a stress biotici o abiotici (parassiti, malattie, eventi estremi, incendi, …). Le specie migreranno a quote superiori verso e oltre i limiti superiori del loro areale di distribuzione attuale e la flora e la fauna alpina “specialista” potranno essere gradualmente sostituite da specie più generaliste e più competitive con conseguente rischio per il mantenimento della biodiversità. 

• Per quanto concerne il settore produttivo non si rilevano particolari rischi derivanti dal cambiamento climatico in quanto la maggior parte delle aziende è ubicata in aree a rischio basso o moderato; sono presenti opportunità che possono essere colte nei confronti della produzione di prodotti e sviluppo di tecnologie collegate al cambiamento climatico. Sotto il profilo occupazionale esistono concrete possibilità di sviluppo collegate alla cantieristica (isolamento edifici, rigenerazione urbana, green job, etc.). 

• Sotto il profilo dei consumi energetici, l’aumento medio delle temperature comporterà un minor consumo di energia per il riscaldamento, agevolando pertanto la politica di decarbonizzazione in atto (…)

Come cambiano trekking e alpinismo

Attività come trekking alpinismo saranno influenzate dall’aumento delle temperature, dal ritiro dei ghiacciai, dalla degradazione del permafrost, dalla riduzione della neve e dall’aumento del rischio in alta montagna. Queste variazioni avranno un forte impatto sull’accessibilità, l’utilizzo e la manutenzione delle strade poderali e dei sentieri di montagna, in particolare quelli di accesso ai rifugi di alta montagna e i percorsi alpinistici. L’aumento delle temperature potrà al contempo consentire favorevolmente un prolungamento delle stagioni, anticipando e soprattutto prolungando la stagione estiva.

Gli obiettivi di adattamento della Regione

La Regione autonoma Valle d’Aosta intende perseguire, tramite la presente Strategia, i seguenti obiettivi di adattamento: minimizzare i rischi dei cambiamenti climatici e ridurre la vulnerabilità del territorio e dei settori socioeconomici; tutelare salute e sicurezza della popolazione, conservare la biodiversità e le risorse naturali; aumentare la capacità di adattamento della società, dell’economia e dell’ambiente;  beneficiare delle possibili opportunità derivanti dai cambiamenti climatici, rafforzando la capacità del territorio di saper cogliere l’opportunità della sfida; garantire il coordinamento delle azioni, valorizzarne le trasversalità e promuovere il raggiungimento degli obiettivi di adattamento a scala regionale; definire una visione di lungo periodo del territorio regionale resiliente ai cambiamenti climatici.

One thought on “Valle d’Aosta / L’adattamento ai cambiamenti climatici

  • 08/02/2022 at 20:03
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    Ma la regione autonoma Val d’Aosta non si pone anche l’obbiettivo di ridurre l’inquinamento?
    Per esempio vietando l’eliski, non usando neve artificiale, non costruendo altri impianti di risalita, incrementando
    i mezzi pubblici e via dicendo.
    Altrimenti sempre di inutile bla bla bla si tratta.

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