In 68 pagine il galateo dell’inverno in montagna

Come programmare un’escursione adatta alla proprie capacità, ma anche quali sono le norme di comportamento da tenere in prossimità delle malghe in caso di animali al pascolo. Queste e tante altre utili informazioni si possono trovare nel libro tascabile “Il galateo delle Dolomiti“, promosso dall’Associazione Turistica di Sesto in val Pusteria. “Non vogliamo sembrare arroganti e saccenti. Chiacchierando con i nostri ospiti, però, abbiamo saputo che alcuni vengono in montagna per la prima volta e, durante le escursioni, scoprono di non essersi preparati sufficientemente. Pertanto, abbiamo cercato di raccogliere alcune informazioni essenziali su come comportarsi in montagna e di presentarle in modo spiritoso, con un Galateo delle Dolomiti“, spiega Traudl Watschinger, presidentessa dell’ATP.

Sono 68 le pagine rilegate in formato tascabile che adesso compongono il “Galateo dell’inverno in montagna”. È il secondo volume del Galateo delle Dolomiti e contiene tutte le regole di comportamento e i consigli per vivere la montagna al meglio e in sicurezza. Come il galateo estivo, anche l’edizione invernale sottolinea innanzi tutto il rispetto per gli altri e per l’ambiente. Tra le pagine, poi, si parla di come pianificare un’escursione, delle condizioni fisiche da curare (“Un’escursione in montagna non è un giro in città”), dell’attrezzatura giusta, di come comportarsi in caso di nevicata e nei rifugi alpini. Insomma, nel libretto tascabile trilingue (tedesco, italiano e inglese) ci sono consigli a 360 gradi. A chi pratica lo sci di fondo o fa un’escursione con le ciaspole, viene ad esempio raccomandato di rimanere nelle corsie che sono già state utilizzate o ricalcare le orme lasciate in precedenza. 

E, ancora: anche se il caldo dell’automobile è confortevole quando le temperature si fanno gelide, il motore non dovrebbe rimanere acceso troppo a lungo. E le immondizie non hanno niente a che vedere con la montagna: dovrebbero essere raccolte e riportate a valle per essere adeguatamente smaltite.

Oltre 150 anni di storia alpinistica hanno fatto di Sesto e delle sue montagne una popolare meta turistica. Se agli inizi a lanciarsi alla conquista delle cime dolomitiche dopo una meticolosa preparazione erano soprattutto cacciatori di camosci del posto e forestieri con il pallino della montagna, il profilo dell’odierno alpinista è decisamente più vario. Oggigiorno, sul percorso verso la vetta ci si imbatte nel professionista sperimentato come nell’escursionista occasionale, nel cittadino in cerca di avventura come nell’amante della natura e della quiete. Specialisti e pionieri, esperti e neofiti. Diversi per carattere e motivazione, eppure simili per aspettative e obiettivi. Tutti desiderano immergersi nella natura e affacciarsi su panorami sconfinati, testare le proprie forze, superare i propri limiti e condividere la gioia della conquista. (Ser)

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