Addii / Revojera, appassionato alpinista, ingegnere e scrittore

Un altro illustre amico milanese della montagna ci ha lasciati. Lunedì 24 gennaio è morto a Milano all’età di 92 anni Lorenzo Revojera. Ingegnere, scrittore, appassionato alpinista, fu uno dei promotori della sezione milanese del Cai, di cui era socio benemerito, così come fu socio benemerito dello storico sodalizio il medico professor Giorgio Aliprandi scomparso in autunno, uno dei più celebri esperti di cartografia storica delle Alpi. 

Revojera fu segretario generale della Fondazione Rui (Residenze Universitarie Internazionali), promotore del programma Erasmus e biografo di Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, di cui fu anche collaboratore. Sottile indagatore di quella “magnifica ossessione” che può diventare la montagna, fu a Milano una colonna portante della Società Universitaria del CAI (SUCAI). Ma soprattutto raccontò le Alpi tanto amate mettendo a frutto la sua vocazione per la scrittura. Tra i suoi libri vanno citati “Storie di casa e di montagna” (patrocinio della Sezione di Milano del CAI, 1994), “Sui monti fioccano” (Persico, 2000), “Un patrizio milanese verso la modernità” (Persico, 2004), “Milano e le sue montagne” uscito con la sua regia nel 2002. 

Lorenzo Revojera con Pino Gallotti, l’ingegnere milanese accademico del CAI tra i protagonisti della spedizione che nel 1954 conquistò il K2 (ph. Serafin /MountCity)

Nel 2013 fu capocordata nel gruppo di amici che concepì e realizzò la grande mostra “La Lombardia e le Alpi” presso lo Spazio Oberdan con l’allestimento dell’architetto Lorenzo Serafin. In quella circostanza Revojera colse l’occasione per approfondire un argomento che gli stava particolarmente a cuore: l’affermarsi agli inizi del secolo scorso, nel contesto dello sviluppo industriale di Milano, di un alpinismo di matrice popolare incentivato dalle élites che in città avevano rivolto per prime l’attenzione alle montagne.

Membro accademico del Gism (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna), Revojera collaborò a vari periodici di cultura alpina, pubblicando diversi volumi e monografie. Nato a Milano il 17 gennaio 1930, si laureò in Ingegneria al Politecnico nel 1956. A vent’anni, nel 1950, fu il primo milanese a entrare a far parte dell’Opus Dei. Nel 1970 si trasferì a Roma come segretario generale della Fondazione Rui. Per trent’anni si occupò di iniziative a favore della popolazione studentesca: realizzazione di collegi universitari, programmi internazionali di borse di studio, collane editoriali e ricerche sociologiche sulla condizione studentesca. Consulente del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1987 al 1995 fu membro della delegazione italiana a Bruxelles del Progetto Erasmus.

Nelle pagine accattivanti del suo più recente romanzo “Le fragole dell’Alpe Devero” (Persico editore, 2020), Revojera rivelò una sua particolare vocazione a considerare l’alpinismo come un gioco degno dell’uomo, come risulta dal saggio “Homo ludens” di Johan Huizinga, antropologo olandese alle cui idee ammise di ispirarsi. La nozione di “gioco” gli apparve una costante dei comportamenti da tenere in montagna a patto che le regole siano lealmente rispettate. “Il fenomeno alpinismo”, precisò Revojera, “analizzato in base a questa definizione di Huizinga – che peraltro non si interessò mai di scalate – ci appare in una luce più netta e quasi scientifica. Huizinga ci aiuta a conciliare l’esperienza di montagna con la retta ragione evitando radicalizzazioni ed estremismi”. 

Revojera mancherà molto anche a noi di MountCity. Fino all’ultimo è stato vicino a questo sito come lettore attento concedendo ambiti apprezzamenti senza risparmiare qualche benevola critica. “Sentendolo parlare”, scrive di lui alla sua morte l’amico Marco Dalla Torre nel sito del Cai Milano, “si avvertiva una pacata passione per il mondo montano e per l’alpinismo, praticato per decenni. E una sana curiosità intellettuale, coltivata con una mentalità da storico. È stato un uomo di fede viva e di grande equilibrio e saggezza. È stato per me un grande dono poter essere suo amico”.  

Il funerale è stato celebrato mercoledì 26 gennaio presso la Chiesa di San Gioachino. Le spoglie sono tumulate al Cimitero Maggiore di Milano.

One thought on “Addii / Revojera, appassionato alpinista, ingegnere e scrittore

  • 27/01/2022 at 12:25
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    Partecipo con dolore al lutto per la morte dell’amico Lorenzo Revojera, persona stimata, animo sensibile e grande conoscitore della storia dell’alpinismo. Ha lasciato scritti importanti soprattutto per la formazione dei giovani. Il CAI perde un altro testimone : ciao Lorenzo e grazie. Laura Tassi Aliprandi

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