Lanciate la stone! Il curling torna di moda

Nell’ormai remoto 1998 il curling fu il passatempo-rivelazione dei Giochi olimpici invernali. Vedendolo sui teleschermi, anche gli italiani sembrarono innamorarsene. Ma fu un fuoco di paglia. Il curling venne poi preso in considerazione dal Comitato Olimpico Internazionale nel 2002. Quell’anno, con effetto retroattivo, il Comitato decretò che questo gioco, accolto per la prima volta alle Olimpiadi Invernali del 1924, sarebbe stato considerato disciplina olimpica ufficiale e non più evento dimostrativo.

Anche Milano riservò a suo tempo degne accoglienze a tale trastullo di origini nordiche molto praticato in inverno nella vicina Engadina. Durante le Feste nel 2016 il curling fece la sua comparsa nei laghetti, opportunamente ghiacciai per l’occasione, di piazza Gae Aulenti, ai piedi del grattacielo Unicredit. Poi il sipario su questo sport tornò a calare. 

Il lancio della stone in un filmato su YouTube.

In questi giorni la stone da curling (a volte detta semplicemente sasso) sta tornando d’attualità. Si tratta di un disco di pietra spessa del peso compreso tra 17,2 e 19,9 kg circa con una maniglia fissata alla parte superiore. In Piemonte, nel Forte di Vinadio, sembra addirittura scoppiata la curling-mania e La Stampa annuncia che sulla pista di pattinaggio tra le mura della struttura Albertina si allenano squadre cuneesi e si cimenta sempre più chi vuole provare a giocare.

Va ribadito che il curling è uno sport di squadra giocato sul ghiaccio. I giocatori, suddivisi in due squadre, fanno scivolare le pietre verso un’area di destinazione, detta “casa” (home), contrassegnata da tre anelli concentrici. Lo scopo è quello di accumulare un punteggio maggiore dell’avversario durante la partita. 

I punti si calcolano in base al numero di stone che si trovano più vicine al centro della “casa” alla conclusione di ogni mano. Una mano si completa quando entrambe le squadre hanno lanciato tutte le proprie stone. Un gioco può essere costituito da dieci o da otto mani. 

La traiettoria curvilinea può essere ulteriormente influenzata dall’azione delle scope da curling, che vengono usate per abradere la superficie del ghiaccio di fronte al sasso alterando le caratteristiche della traiettoria. Strategia e gioco di squadra determinano il percorso ideale e il posizionamento della pietra in ogni lancio. (Ser)

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