“Meridiani Montagne” compie 20 anni

Anno di celebrazioni alpine è questo 2022 appena incominciato. “Meridiani Montagne” segnala che a mezzo secolo di distanza viene riproposto nella collana Exploits dell’editrice Corbaccio “Ritorno ai monti”, uscito nel 1971, che fu per il giovane Messner (allora 27 enne) un momento catartico di scrittura con cui recuperare l’equilbrio e i valori perduti nella scalata al Nanga Parbat  in cui perse la vita il fratello Gunther. 

Su venti candeline soffia invece Paolo Paci, direttore di “Meridiani Montagne”, con tutto il suo staff di cui fanno parte penne illustri. La rivista compie 20 anni e per tutto il 2022 il logo dell’anniversario compare nella testata. E’ intanto in edicola il fascicolo dedicato a Mont Vélan e Valle del Gran San Bernardo. Il celebre ospizio è un luogo di solidarietà, perché da sempre la missione dei canonici è soccorrere e sfamare i pellegrini. Ed è un luogo di preghiera: Hic Christus adoratur et pascitur, qui Cristo è adorato e nutrito, recita il motto della casa. 

Per sopravvivere ai nove mesi invernali (la breve estate del passo corrisponde ai mesi di apertura della strada, per il resto c’è sempre neve), i canonici del Gran San Bernardo devono essere un po’ atleti. Atleti di Dio, suggerisce Paci. D’altronde fu proprio un priore elvetico, Laurent Joseph Murith, il primo a salire il Vélan nel 1779 (sette anni prima della conquista del Monte Bianco!). 

Il priore lo fece per la scienza, per la gloria della Chiesa, per una sua stravaganza? “In ogni caso”, osserva Paci nell’editoriale, “fu quello il vero battesimo dell’alpinismo. Da allora queste montagne-cattedrali non si sono troppo evolute. Sono rimaste in qualche modo antiche, adatte a chi ha voglia di camminare, sciare, scalare in perfetta solitudine. Ideali, soprattutto, per chi è in cerca del trascendente…”.

Il numero 114 di Meridiani Montagne (Domus, 7,50 euro). In apertura i cani “San Bernardo” della  Fondazione Barry di Martigny in un’immagine di Stefano Torrione.

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