Lettere dalla montagna del futuro

Immaginate un luogo in montagna che conoscete bene, immaginate di trovarvi lì, fra 30 anni, per festeggiare il capodanno 2052. Com’è quel luogo? Che cosa è cambiato? Che cosa è successo? Sulla scia di un’immaginaria lettera da una Magreglio del futuro, nuovi sguardi sull’avvenire così gravido d’incognite sono arrivati al sito “Fatti di montagna” che alla fine del 2021 ha lanciato agli amici lo stimolante invito a collaborare di cui sopra. “Sarete curiosi di sapere”, è stata la risposta di Alberto Paleari, scrittore e alpinista ossolano, “che cosa è successo nel 2052 al clima. Niente, cioè come previsto, malgrado tutti i bla bla, il riscaldamento globale è proseguito con lo stesso ritmo, e abbiamo continuato a estrarre idrocarburi, anzi ecocarburi, come prima, a trivellare petrolio e a costruire oleodotti (sostenibili)”. 

Malgrado le temperature equatoriali nella località immaginaria di Aldilà di sopra descritta da Paleari, nel 2052 si continua a fare eliski (sostenibile) con elicotteri a pedalata assistita. La neve arriva dal Polo sud su triremi ibride (vento più schiavi del caporalato). “C’è però una cosa che ci accomuna”, conclude Paleari, “qui a Aldilà, sia di sotto sia di sopra, siamo tutti morti”. 

Alberto Paleari

All’amabile catastrofismo di Paleari fa da contrappunto una visione che si potrebbe definire più serena di Flavia Cellerino, nota animatrice culturale. “Venti anni fa, finalmente, sono venuta ad abitare qui, a Sambuco”, scrive Flavia Cellerino nella sua lettera datata 2052. “Era il mio sogno, era il mio progetto, inseguito per tutta la vita. Ho comprato quattro muri sbilenchi, ho lavorato con un amico del posto, mi sono costruita un piccolo rifugio. Di legno e pietra, che sapesse di resina e miele”. 

Dalla lettera di Flavia si apprende che a Sambuco, in Valle Stura di Demonte, in tanti sono saliti e non sono più scesi dando vita a una comunità che festeggia in letizia il 2052. 

“I prati su cui vi erano le piste da sci”, scrive infine Benedetta Gambacorti da un’immaginaria Valtournenche del 2052, “stanno diventando pascoli o terreni per installare marchingegni energetici di ultima generazione. C’è aria nuova in giro! Forse è un buon posto in cui trascorrere la vita, oltre che il Capodanno…”.

Commenta la notizia.