Teneri alcolisti scendono in pista

Inascoltati sono stati durante le feste gli inviti alla prudenza sulle piste diventate più dure per l’innevamento programmato. Niente da fare. Gli sci sciancrati, più facili da condurre, invitano sempre più a correre. Un invito che però viene da lontano. I due “inseparabili gemelli” decantati da Dino Buzzati invitavano a correre fin dal 1900 quando gli attrezzi vennero esposti in un negozio nella piazzetta dietro l’abside del Duomo, con un cartello per la quasi totalità dei milanesi enigmatico: “Ski norvegesi”. 

Buzzati con un articolo in terza pagina sul Corriere del 31 maggio 1952, nel cinquantennale dello Sci CAI Milano, spiegò che “i due legni esposti dietro l’abside del Duomo si sono moltiplicati con un crescendo vorticoso e oggi non c’è una casa, si può dire, dove non se ne trovi almeno un paio. I 41 matti di allora sono diventati decine e decine di migliaia solo a Milano. E là dove due-tre temerari si avventuravano nelle bianche e silenziose solitudini oggi salgono rombando (ahimé) valanghe di macchine e autopullman”.

Più di un secolo è passato da quelle “bianche e silenziose solitudini”. Sulle piste delle feste all’alba del 2022 si sono dati appuntamento ben più di 41 matti. Stando alle cronache è successo di tutto, dall’inseguimento di sciatori no vax privi di green pass alla caccia agli sciatori maneschi e in stato di ebbrezza. A smascherare un no vax fuggiasco hanno provveduto sulle piste di Prato Nevoso alcuni sciatori che hanno messo le forze dell’ordine sulle sue tracce. Ai carabinieri il no vax ha mostrato un certificato. Peccato però: non era il suo.

E poi che raffica d’incidenti! In poco più di 24 ore sulle piste da sci in Trentino. Un’ottantina sono stati gli interventi per infortuni. Ne dava notizia il quotidiano L’Adige del 9 gennaio. “Il grande afflusso di praticanti sulle piste da sci del Trentino, baciate dal sole e coperte anche da una bella coltre di neve fresca”, si leggeva, “ha un rovescio della medaglia, come sempre nei giorni di grande frequentazione: si contano raffiche di incidenti o comunque di infortuni. La lista dell’8 gennaio, cominciata in prima mattinata e conclusasi nel pomeriggio, sfiorava la cinquantina di interventi, un po’ in tutte le valli che ospitano comprensori sciistici”.

Sotto controllo sono stati messi gli sciatori sorpresi in stato di ebbrezza. Il ritorno agli “inseparabili gemelli” di buzzatiana memoria dopo il lungo digiuno dovuto alla pandemia andava comunque festeggiato. Ma si è ecceduto in grappe e bombardini. E si sono viste le conseguenze. A Cortina d’Ampezzo, regina delle Dolomiti, non si sono contati i turbolenti raid dei ragazzi in vacanza. In un locale alcuni teenager, figli di stimati professionisti giunti dalla Capitale, hanno pestato due concittadini. Sono stati denunciati per lesioni aggravate. E non erano i soli. E’ lecito immaginare che nella notte fra l’1 e il 2 gennaio fossero tutti in stato di ebbrezza. Sempre più la montagna è maestra di stravizi, altro che di vita.

Tornando alle devastanti bevande alcoliche, dato che la nuova norma sul loro uso scriteriato non indica il limite del tasso alcolemico che sancisce lo stato di ebbrezza, in caso di infrazione sulle piste di sci si procede applicando le norme del Codice della Strada, che in Italia prevede un limite di 0,5 mg di alcol per litro di sangue. Nel mirino dei tutori dell’ordine risultano in particolare i nati tra il 1995 e il 2010, i cosiddetti “zoomer” o “post millennial”.

Purtroppo le trasgressioni ad alta gradazione di questi teneri alcolisti avviene in età sempre più precoce e le tentazioni lungo le piste non mancano. Cari ragazzi, viene da dire, non sciupate il piacere sempre più raro e costoso di sciare. E voi, stimati operatori del turismo invernale, cercate di non indurli in tentazione. A Bormio influencer e blogger da tutt’Italia l’11 gennaio si sono incontrati per promuovere sci e turismo alpino a quanto riferisce il TGR Lombardia. Ma siamo sicuri, se questo è lo scenario, che il turismo alpino sia sulla strada giusta? (Ser)

In poco più di 24 ore sulle piste da sci in Trentino un’ottantina sono stati gli interventi per infortuni.

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